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Europa, sanzioni contro Mosca: il ruolo politico del settore energetico

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Europa, sanzioni contro Mosca: il ruolo politico del settore energetico

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La risposta dell’Europa a Mosca, dopo l’annessione della Crimea, non si fa attendere: ulteriori sanzioni contro la Russia sono sul tavolo dei leader dell’Unione Europea che si riuniscono giovedì a Bruxelles. Angela Merkel ha inviato a Putin diversi moniti sul rischio di pesanti danni economici.

La disputa potrebbe giocarsi tutta sul piano finanziario. Gli scambi tra Belino e Mosca hanno raggiunto i 76 miliardi di euro. Oggi l’Unione Europea esporta in Russia per oltre 122 miliardi di euro mentre acquista da Mosca per circa 213 miliardi. Un totale di 335 miliardi di euro.

A Mosca costerebbe caro il costo di un blocco totale delle esportazioni di gas e petrolio in Europa: circa 54 miliardi di euro. Una perdita immediata di circa il 4 per cento del prodotto interno lordo. L’Europa è, infatti, il mercato più grande e proficuo per le esportazioni energetiche russe.

La crisi ucraina potrebbe, dunque, riscrivere la relazione energetica – ora vincolante – tra Bruxelles e Mosca.

Euronews ha intervistato su questo tema la giornalista Judy Dempsey

Quali sanzioni contro Mosca potrebbero decidere i capi di Stato e di governo dell’Unione europea? Euronews ne ha parlato con Judy Dempsey, già corrispondente da Bruxelles del Financial Times ed ora capo-redattore del sito Strategic Europe.

James Franey, euronews: Giovedì inizia il summit europeo. Angela Merkel si è espressa molto duramente sulle sanzioni contro la Russia. Crede che trasformerà le sue parole in un’azione concreta?

Judy Dempsey: ‘‘Credo che sia passata già ai fatti con la prima fase delle sanzioni. Non ha altra possibilità se non quella di proseguire su questa linea dura contro la Russia. Fare marcia indietro adesso indebolirebbe questo senso molto speciale di unità e coesione dell’Unione Europea, per una volta stanno guardando alla relazione con la Russia in modo molto, molto diverso. Questa è una novità.’‘

James Franey, euronews: Sta dicendo, quindi, che sta cambiando la relazione tra Germania e Russia? Perché la Germania è sempre stata morbida con la Russia.

Judy Dempsey: ‘‘La Cancelliera Merkel si è mostrata inflessibile con la Russia quando ha assunto l’incarico nel 2005, poi ha avuto altro a cui pensare. Si è resa conto, soprattutto negli ultimi due anni, quando Putin è diventato di nuovo presidente, come la situazione con la Russia sia peggiorata e su questo si è espressa. Credo che con la crisi in Ucraina, culminata con l’intervento russo in Crimea, Mosca abbia fatto il passo più lungo della gamba nelle relazioni con Berlino. Stiamo assistendo a un cambiamento fondamentale nel rapporto Germania-Russia. In realtà, Putin rischia di perdere la Germania come suo principale alleato all’interno dell’Unione europea.’‘

James Franey, euronews: Che sanzioni dobbiamo aspettarci? Si è parlato della chiusura dei contratti per le forniture di gas. Un duro colpo all’economia russa. È realistico?

Judy Dempsey: ‘‘Prima di tutto, è legale chiudere questi contratti a lungo termine? Non è, poi, d’altro canto neanche tanto legale invadere un Paese! Se si vuole andare fino in fondo e cancellare i contratti con la Russia, è meglio assicurarsi che ci siano delle forniture diversificate e dei giacimenti di stoccaggio molto, molto pieni. E poi che tutto questo non avrà conseguenze per i cittadini dell’Europa orientale che dipendono molto dalla Russia. Questa crisi sta facendo emergere una volta per tutte il ruolo politico del settore energetico. Sarà necessario rivalutare seriamente questi rapporti con la Russia. La Russia ha molto più da perdere in questa guerra energetica rispetto all’Europa che ha altre risorse. Gli europei devo comunicare a pensare a questo.’‘

James Franey, euronews: Se i contratti per il gas verranno annullati, il rublo precipiterà. Quale sarà l’impatto su Putin e sulla Russia?

Judy Dempsey: ‘‘Il rublo è già caduto. Gazprom, negli ultimi giorni della prima crisi ucraina, ha perso circa 12 miliardi di euro in azioni, spazzati via. Un sacco di soldi persi. E il punto chiave è questo: prima o poi, la classe media in Russia risentirà degli effetti. Per tanto tempo, il gas russo è stato venduto a prezzi sovvenzionati: questo ha causato sprechi e inefficienze perché Gazprom poteva contare sull’Europa occidentale come acquirente. Qualsiasi riduzione di questo tipo di entrate può costringere Putin a ripensare la propria politica energetica. Ed è allora che le cose potrebbero diventare molto difficili per lui.’‘