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Stati Uniti: polemica per l'"esclusione" dei gay alla festa di San Patrizio

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Stati Uniti: polemica per l'"esclusione" dei gay alla festa di San Patrizio

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Una polemica con la comunità omosessuale guasta la più grande festa di San Patrizio al mondo. A New York il sindaco Bill de Blasio ha boicottato la tradizionale parata del patrono d’Irlanda in segno di protesta per la decisione degli organizzatori di non permettere ai gay di sfilare idenfiticandosi con striscioni.

La protesta arcobaleno ha fatto eco alle cornamuse in corteo: “È omofobia e la città non dovrebbe in alcun modo partecipare a un evento di questa natura – dice un’attivista della comunità gay -. Quando la polizia sfila in uniforme è come se la città desse il suo consenso”.

Così come a Boston – altra città a vasta popolazione irlandese dove si è creata la medesima situazione – anche nella Grande Mela in molti hanno voluto sottolineare come la parata non sia luogo per rivendicazioni di questo tipo:

“Possono sfilare, nessuno li ferma – dice un partecipante -, ma non con le bandiere sbagliate. Possono sfilare nel loro gruppo, ma in altre occasioni. Vogliono solo attirare attenzione e questo non è il luogo adatto”. Diversa l’opinione di una turista britannica: “È una brutta figura, molto molto brutta. Siamo molto sorpresi”.

Circa un milione gli spettatori dell’evento in verde, disertato – oltre che dai sindaci di New York e Boston – anche dai giganti della birra che di solito lo sponsorizzano. La minaccia di boicottaggio nei loro confronti da parte della comunità gay ha avuto la meglio.