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L'ultima comunicazione del volo MH370: la voce è del copilota

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L'ultima comunicazione del volo MH370: la voce è del copilota

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Continua ad essere il più grande mistero dell’aviazione, la scomparsa del volo MH370, ma qualche indizio comincia ad emergere.

I punti fermi, per ora, sono: l’ultima comunicazione da bordo, lo spegnimento volontario dei sistemi di tracciabilità dell’aereo e il fatto che a un certo punto il Boeing 777 abbia cambiato rotta, virando a ovest.

Si scava nella vita dei due uomini nel cockpit.

Il comandante innanzi tutto Zaharie Ahmad Shah, conosciuto come un uomo gioviale, era pilota espertissimo, aveva un simulatore di volo in casa, ma era anche un acceso sostenitore del leader dell’opposizione malese, appena incarcerato.

Del giovane copilota Fariq Abdul Hamid, si sa meno per ora, tuttavia c‘è un dettaglio inquietante. In conferenza stampa il presidente della Malaysian airlines ha rivelato che sarebbe sua la voce dell’ultimo contatto, quel famoso “Tutto a posto, buona notte” detto quando, a bordo, erano stata già tagliata ogni possibilità di controllare la rotta dell’aereo.

La virata a occidente può aver portato l’apparecchio verso nord o verso sud. Il ministero dei trasporti ha pubblicato due nuove carte dei possibili corridoi di volo. La zona è talmente vasta che alle ricerche partecipano ormai 26 paesi.

Il punto da cui è giunta l’ultima comunicazione del Boeing 777, 9 giorni fa, sarebbe il punto perfetto per far sparire un velivolo, perché si trova a cavallo fra spazi aerei di diversi stati. Una manovra da esperti, insomma.