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Ucraina: Crimea, vigilia del voto sull'annessione alla Russia

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Ucraina: Crimea, vigilia del voto sull'annessione alla Russia

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La Crimea si prepara al referendum di domenica, dopo l’ultimo tentativo diplomatico, fallito, tra Stati Uniti e Russia per trovare una soluzione alla crisi. Poliziotti ucraini, ex membri della Berkut – la forza antisommossa dissolta – e soldati non identificati, con grande probabilità russi, presidiano le strade di Sinferopoli.

“Sento il mio sangue ribollire. Il mio cuore batte forte per la Russia. Russia è una parola superba”, dice una signora appartente alla maggioranza russofona, circa il 60% della popolazione della Crimea.

La minoranza tatara, che 70 anni fa subì le deportazioni dell’esercito sovietico, boicotterà il voto. Rappresenta il 12% dei due milioni di abitanti della Repubblica autonoma. “Noi non vogliamo vivere sotto le leggi russe, vogliamo vivere in Ucraina”, dice uno di loro. “L’Ucraina è uno Stato democratico, in Russia invece non c‘è democrazia, vogliamo vivere liberamente, non vogliamo essere schiavi”.

L’autoproclamatosi primo ministro Sergueiï Axionov ha esortato i russofoni dell’Ucraina orientale a seguire l’esempio della Crimea organizzando referendum per l’annessione alla Russia. Contro l’intervento di Mosca l’Unione Europea lunedì dovrebbe decidere sanzioni nei confronti di una trentina di personalità russe.