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Usa-Russia. Sull'Ucraina sempre distanti. Si continua a trattare

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Usa-Russia. Sull'Ucraina sempre distanti. Si continua a trattare

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Sull’Ucraina e sul referendum in Crimea, le posizioni della Russia e degli Stati uniti restano molto distanti ma il filo diplomatico non si interrompe.

Dopo oltre tre ore di colloqui a Londra fra il ministro degli esteri russo Serguei Lavrov e il segretario di stato americano John Kerry non ci sono passi avanti tangibili, tuttavia Kerry avrebbe presentato a Lavrov nuove proposte che il capo diplomazia russo dovrà ora sottoporre al Cremlino.

Washington ritiene illegale e non riconoscerà l’esito del referendum sull’autodeterminazione della penisola sul Mar Nero che domenica sceglierà se chiedere o meno l’annessione alla Russia.

Per il Cremlino, invece, gli elettori della Crimea, in grande maggioranza russofoni, si sentono in pericolo nel quadro della nuova Ucraina, e hanno tutto il diritto di chiedere l’annessione alla Russia.

Lavrov ha citato tutta una serie di casi precedenti in cui l’autodeterminazione di un territorio è stata rispettata dalla comunità internazionale, come quella dell’arcipelago delle Comore, che chiese la separazione dalla Francia, mentre una delle isole, Mayotte, scelse autonomamente di restare territorio francese.

Mosca ha già fatto sapere che rispetterà il referendum e ne riconoscerà l’esito qualunque esso sia.

Washington ha parlato di sanzioni a partire da lunedì, nel caso in cui la votazione si tenesse, così come l’Unione europea.

Mosca avverte che le sanzioni saranno controproducenti e potrebbero ritorcersi contro coloro che le imporranno.

Mentre si avvicina l’ora della verità per quella che appare come una delle più gravi crisi mondiali dalla fine della guerra fredda, i protagonisti si dicono ancora fiduciosi nella possibilità di una soluzione diplomatica, nello stesso tempo ognuno campa sulle proprie posizioni.

Mosca, che parla di doppio standard della comunità internazionale nei suoi confronti, con un a priori negativo, ha chiesto oggi all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) di accogliere l’invito delle autorità di Crimea a mandare osservatori per il referendum.

Il riferimento ai doppi standard, secondo Mosca, riguarda il fatto che la presidenza svizzera dell’Osce ha definito ‘illegittimo’ il referendum in Crimea ma passa sotto silenzio la questione della legittimità del colpo di Stato in Ucraina e dell’operato dell’attuale regime di Kiev.