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Unione bancaria, l'Ecofin cerca un accordo sul meccanismo di risoluzione delle crisi

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Unione bancaria, l'Ecofin cerca un accordo sul meccanismo di risoluzione delle crisi

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Piccoli passi avanti verso l’Unione bancaria. L’incontro intergovernativo di lunedi seguito alla riunione dei ministri delle finanze dell’area euro è servito a chiarire alcuni dei punti critici del meccanismo unico di gestione delle crisi, che la Germania vorrebbe fosse cogestito tra Bce e autorità nazionali. I lavori continuano a Bruxelles con la riunione dell’Ecofin.

Al centro della riunione dei ministri delle finanze europei proprio l’impianto del fondo di risoluzione delle banche, che il Parlamento Ue vorrebbe a pieno regime se non in tre anni almeno in 5 contro i 10 proposti dai 28 paesi membri e finanziato dagli istituti di credito e non dai cittadini.

Per il Ministro delle finanze greco, Yannis Stournaras, l’importante è arrivare a un accordo per rinegoziare con il Parlamento Ue:“Non lasceremo la riunione senza aver prima ottenuto un nuovo mandato per la rinegoziazione con il Parlamento europeo. Abbiamo bisogno di un nuovo mandato entro il 14 aprile, giorno in cui ci sarà il voto in Parlamento. Non c‘è tempo da perdere”.

Il ministro delle finanze tedesco esprime qualche perplessità sull’efficacia dei negoaziati durante l’imminente campagna elettorale. “Sono certo che riusciremo a trovare un accordo con il Parlamento” afferma Schauble “La domanda è: durante la campagna elettorale sarà possibile raggiungere un accordo con un Presidente che sembra essere distratto dalle elezioni nell’esercizio delle sue funzioni parlamentari?”.

Consiglio e Parlamento europeo sembrano concordare almeno su un punto e cioè che l’accordo sul meccanismo di risoluzione delle crisi va trovato entro marzo, prima della fine della legislatura, in modo da non arrestare l’intera tabella di marcia dell’unione bancaria.