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Allarme Interpol: troppo pochi i controlli sui passaporti rubati.

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Allarme Interpol: troppo pochi i controlli sui passaporti rubati.

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Lo chiamano il “business illegale dei passaporti rubati”. Da parecchi anni ormai l’Interpol ha alzato il livello di allerta, mettendo in guardia sul rischio dei documentati sottratti. Rischio, che dopo gli attentati dell’11 settembre, è diventato un problema mondiale. E lo dimostra il fatto che a bordo dell’aereo malese, scomparso sabato, c’erano due uomini con passaporti fasulli. Identità rubate che possono nascondere segreti inquietanti: terrorismo, traffico di droga, o immigrazione clandestina. Un mistero, quello del Boeing della Malaysia Airlines, sul quale le autorità indagano a 360 gradi.

Per l’Interpol, come spiega il nostro inviato al Quartier Generale dell’Agenzia di polizia internazionale a Lione, i passaporti rubati o falsi costituiscono ancora oggi un rischio enorme per la sicurezza, Unico lato positivo in questo dramma è che le autorità nazionali hanno iniziato ad intensificare i controlli.

La parole d’ordine è massima attenzione. Michael O’Connell, Direttore del coordinamento delle operazioni di polizia dell’Interpol, ci spiega gli sforzi compiuti dai vari paesi nella lotta contro i documenti di viaggio falsi o rubati. Un problema da non sottovalutare. E di grande attualità.

Michael O’Connell, Interpol:“si sprecano moltissime risorse ed energie per effettuare controlli a tappeto su bottigliette d’acqua, creme, o altre sostanze che possono costituire una minaccia a bordo di un aereo.Ma, a volte, non si presta la giusta attenzione sui documenti o sull’identità delle persone che salgono a bordo.”

Dopo la scomparsa dell’aereo malese, è stato alzato il livello di allarme negli aeroporti e non solo. Maggiori controlli negli scali ma anche negli uffici delle agenzie di intellingence.

Michael O’Connell:“l’aereo ormai è un mezzo di trasporto molto usato in tutto il mondo. Quindi si spera che le autorità nazionali, insieme all’intelligence degli altri paesi, effettuino controlli precisi sui database per i documenti di viaggio smarriti o rubati. Per la sicurezza ovviamente dei passeggeri, di chi vola da una parte all’altra del mondo.”

Certo il commercio di passaporti rubati e rivenduti nel sud-est asiatico è più florido di quel che si pensi. Secondo una ricerca Phuket e Bangkok sono i luoghi della Thailandia dove è molto facile ottenere, pagando, un passaporto falso; l’affare è in mano alla criminalità locale.Tra gennaio 2012 e giugno 2013 sono stati smarriti o rubati circa 60 mila documenti.

Michael O’Connell:“spesso moltissimi passeggeri usano il passaporto, solo che tra questi c‘è un numero elevatissimo di chi viaggia con documenti rubati o falsificati: circa 40 milioni. Una cifra poco rassicurante, che si trova archiviata nei computer dell’Interpol. Documenti, che, nelle mani sbagliate, permettono l’accesso alle frontiere o di imbarcarsi su un volo internazionale. Compito dei funzionari delle forze dell’ordine riuscire appunto a scovare chi viaggia sotto falsa identità.”

Ormai da anni si lavora per rendere piû sicuri i documenti di identità delle persone. Nuove tecniche sempre più sosfisiticate.

Michael O’Connell:“sappiamo che la tecnologia usata per i passaporti si è molto evoluta negli ultimi anni, partendo proprio dall’uso della biometria che prevede chip, registrazione delle impronte digitali e della firma elettronica. In poche parole un documento più sicuro. Ovviamente si può arrivare a tecniche ancora più sofisticate. Ma non ovunque, nel mondo, i controlli sono all’avanguardia. Così tutto è nella mani del classico funzionario di frontiera, a cui è affidato, il delicato compito di confermare o meno la vera identità di una persona.”