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Crisi ucraina: una manifestazione a Mosca, una a Simferopoli

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Crisi ucraina: una manifestazione a Mosca, una a Simferopoli

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Erano circa 500 le persone che hanno preso parte alla manifestazione nel centro di Mosca. I dimostranti, che si sono detti fermamente contrari all’ipotesi di una guerra contro Kiev, hanno comunque sostenuto che la Crimea deve far parte della Federazione
russa, accusando coloro che hanno cacciato Viktor Yanukovich di essere terroristi.

“A Kiev – dice Alexei Myagkov, uno dei manifestanti – i terroristi hanno preso il potere e hanno esautorato il presidente legittimo. Il presidente è in fuga e penso che il Paese sia governato dai terroristi”.

In piazza, ma questa volta sotto l’insegna ucraina, anche a Simferopoli, in Crimea, all’esterno della sede della televisione tatara, l’unica (in lingua ucraina) ancora in funzione. Bandiere e convinzioni diverse ma le parole sono le stesse: “Quando persone armate non hanno simboli sulla propria uniforme – ribatte Victoria Stasiv – possono essere considerate come terroristi. E le autorità dei banditi”.

I manifestanti si oppongono al referendum in programma domenica
in Crimea. Una consultazione, organizzata in meno di due settimane, il cui risultato difficilmente sarà riconosciuto da gran parte della comunità internazionale.