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Ucraina: Obama telefona a Putin, no a referendum in Crimea

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Ucraina: Obama telefona a Putin, no a referendum in Crimea

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Gli Stati Uniti alzano i toni con la Russia sulla crisi in Ucraina. In una telefonata di un’ora con Vladimir Putin – la seconda in una settimana – Barack Obama ha avvertito: il referendum sulla secessione della Crimea è incostituzionale e Mosca ‘‘viola la sovranità dell’Ucraina e la sua integrità territoriale’‘.

“Qualsiasi discussione sul futuro dell’Ucraina deve essere portata avanti con il legittimo governo dell’Ucraina – ha detto il capo della Casa Bianca – Nel 2014 non è più tempo di ridisegnare i confini al di sopra delle teste dei leader eletti democraticamente”.

E mentre Obama annunciava una serie di restrizioni ai visti dei responsabili della crisi, a Roma John Kerry e Serghei Lavrov confermavano di essere in totale disaccordo: la Russia rifiuta un colloquio diretto con il governo di Kiev, considerato illegittimo.

L’obietivo di Putin – dopo la richiesta del parlamento della Crimea di entrare a far parte della Federazione Russa – è di mettere sotto scacco la comunità internazionale sventolando la bandiera del diritto all’autodeterminazione, sul modello del Kosovo.

I tempi della crisi continuano a essere dettati da Mosca: la prossima settimana la Duma approverà una legge per facilitare l’assorbimento di nuovi territori nel Paese, rendendolo possibile con un semplice referendum, senza trattati internazionali.