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Riflettori ad est: le guerre del gas in Ucraina, la svolta "green" della Cina

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Riflettori ad est: le guerre del gas in Ucraina, la svolta "green" della Cina

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‘Ripresa moderata’, ‘pronti ad agire se necessario’, ‘nessun segno di deflazione’. La retorica della Banca centrale europea è rimasta la stessa anche questa settimana. Il direttivo ha lasciato invariati i tassi senza introdurre nuove misure. Le uniche novità erano nelle previsioni economiche, che ora arrivano al 2016.

Il presidente Draghi ha anche espresso preoccupazioni per i rischi geopolitici generati dalla crisi ucraina. Ma dietro al peggior stallo tra superpotenze dai tempi della guerra fredda un conflitto già infuria. La chiamano “la guerra del gas”, e le potenziali vittime sono le utenze energetiche domestiche e industriali.

Chi non ha problemi di energia è la Cina. Il Paese ne ha usata anche troppa negli ultimi 30 anni per sfornare crescite a doppia cifra. Il problema è che ora non si può camminare a Pechino senza una mascherina. I nuovi vertici han deciso che è ora di dare una ripulita.

Pensate di trasferirvi in Asia? Attenti a Singapore, per il bene del vostro portafoglio: è stata appena incoronata la città più costosa del mondo.

Le principali notizie economiche della settimana in quest’ultima edizione di Business Weekly.