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La Duma appoggerà il referendum sulla secessione della Crimea

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La Duma appoggerà il referendum sulla secessione della Crimea

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Un altro giorno di crisi in Ucraina. La telefonata tra Obama e Putin sulla polveriera di Crimea non ha allentato le tensioni.
Nella penisola ucraina con progetti di secessione ci sarebbero ormai 30 mila soldati russi. Le nuove autorità di Kiev accusano Mosca di aver inviato 16 mila soldati nella repubblica autonoma dal 24 febbraio. E la Russia risponde che i soli soldati presenti in Crimea sono a Sebastopoli, dove il Cremlino ha una base militare storica.

I militari stanziati dallo scorso fine settimana nelle zone strategiche non hanno insegne distintive sulle uniformi, però si muovono su mezzi con targhe russe.

Per la seconda volta venerdì gli osservatori dell’Osce non sono riusciti ad entrare in Crimea, bloccati da uomini armati ad un check point delle milizie filo-russe nell’istmo orientale di accesso alla penisola.

Il Presidente della Duma, la camera bassa del parlamento russo, ha dichiarato che i deputati appoggeranno il referendum, come pure il Senato. Dall’altra parte dell’Oceano gli Stati Uniti fanno sapere che non riconosceranno le consultazioni perché non si voterà in tutta l’Ucraina.