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Bce, tassi di interesse invariati. Draghi: ripresa moderata

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Bce, tassi di interesse invariati. Draghi: ripresa moderata

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Niente di nuovo sul fronte della ripresa? A vedere l’esito dell’ultimo vertice di politica monetaria della Banca centrale europea, così sembrerebbe.

Il comitato direttivo guidato da Mario Draghi ha lasciato fermi i tassi di interesse, come da previsioni, deludendo però non poco chi si aspettava nuove misure a sostegno della crescita.

“Le informazioni che ci giungono confermano che la moderata ripresa dell’economia della zona euro sta procedendo in linea con la nostra analisi precedente”, ha detto Draghi.

“In generale, rimaniamo fermamente determinati a mantenere un alto grado di allentamento monetario e a prendere ulteriori misure importanti se la situazione lo richiederà”.

Qualche novità, almeno su versante delle previsioni economiche, c‘è: rivista al rialzo all’1,2% la crescita per quest’anno, mentre il 2016 (incluso per la prima volta) vedrà uno scatto dell’1,8%.

Secondo Draghi, che pure ha ribadito la necessità di consolidare deficit e debito per Paesi come l’Italia, a livello di fiducia dei consumatori il divario tra Paesi centrali e periferici si sta restringendo.

Eppure l’inflazione rimane molto bassa (allo 0,8%) e, quel che è peggio, secondo le nuove previsioni non dovrebbe avvicinarsi all’obiettivo del 2% nemmeno nel 2016.

Per la Bce, ad ogni modo, questi dati sono la prova che non è in atto una spirale deflazionistica in stile Giappone, dove per anni famiglie e aziende hanno rimandato gli acquisti in attesa di prezzi più bassi.

Nessuna nuova mossa, dunque: deluso soprattutto chi si aspettava un’allentamento monetario “in salsa europea”, ovvero la fine del drenaggio della liquidità nelle banche (la cosiddetta “sterilizzazione”) come controbilanciamento dell’acquisto di bond attraverso il Securities Market Program.