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Crisi nel Golfo: via da Doha ambasciatori di Arabia, Emirati uniti e Bahrain

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Crisi nel Golfo: via da Doha ambasciatori di Arabia, Emirati uniti e Bahrain

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Anche vicini che si son sempre tanto amati possono litigare. Nel Golfo Persico è scoppiata una crisi senza precedenti, sfociata nel ritiro degli ambasciatori di Arabia Saudita, Emirati arabi uniti e Bahrain dal Qatar. Tutti membri del Consiglio di cooperazione del Golfo. I primi ce l’hanno con l’ultimo per l’appoggio dato ai Fratelli Musulmani nei recenti conflitti in Egitto, posizione isolata all’interno dell’alleanza. Ma accusano Doha anche di alimentare cellule dell’organizzazione all’intero dei Paesi del Golfo.

Gli umori delle parti in causa nelle parole dei corrisondenti di euronews.

Da Dubai, François Chignac spiega che “la disputa che giunge oggi al suo apice viene da lontano, quando il dottore qatariota Mahmoud Abdel Rahmane al-Jidah è stato condannato a sette anni qui a Dubai per aver sostenuto la Fratellanza musulmana, qui proibita. Quest’ultima mossa è la peggiore minaccia all’alleanza filoccidentale da quando fu creata nel 1980”.

Maha Barahda sostiene che “la risposta ufficiale di Doha è stata di sorpresa. In un comunicato si afferma che il Qatar non è in procinto di ritirare i propri ambasciatori. E aggiunge che rimane impegnato nell’assicurare sicurezza e stabilità del Consiglio di cooperazione del Golfo. Tutti gli occhi sono ora puntati sullo Yemen, Paese amico dei membri dell’alleanza, dal cui emiro ci si aspetta che provi a sanare la frattura”.