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La crisi in Crimea fa tremare la fragile economia ucraina

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La crisi in Crimea fa tremare la fragile economia ucraina

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In un Paese dalla fragile economia come l’Ucraina la crisi politico-militare con la Russia non può non preoccupare anche le aziende. Il Premier Arseniy Yatsenyuk ha cercato di rassicurare il mondo dell’impresa ma i riflessi della situazione sui mercati sono già evidenti.

Tomas Fiala è amministratore delegato di uno dei più grossi gruppi d’investimento ucraini: “Al momento” dice ai nostri microfoni “il problema principale è l’intervento della Russia in Crimea che ha completamente offuscato le buone intenzioni e le reazioni positive degli investitori rispetto al cambiamento politico in Ucraina”.

Gli effetti nefasti della crisi non preoccupano soltanto i grandi flussi economici ma sono già apprezzabili anche per i piccoli e medi esercenti che nelle ultime settimane hanno visto crollare le vendite.

“La politica della nostra azienda” spiega Anna Kovalenko, cofondatrice di un marchio d’abbigliamento “è di mantenere i prezzi. Il costo medio per uno dei nostri abiti è di 600 grivne – 60 euro circa. Ma in marzo avremo la nuova collezione e tremo pensando a quanto costerà. Ho paura che dovremo alzare i prezzi del 10%, 15%, forse 20% perchè i tessuti sono arrivati dall’estero nella settimana in cui il dollaro è salito”.

E se gli effetti della crisi in Ucraina stanno facendo crollare la grivna, quello che si crea è tuttavia un effetto a catena, con la caduta libera del rublo e un rischio generalizzato per i mercati internazionali.