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Ucraina: una nuova TV per un Paese diverso

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Ucraina: una nuova TV per un Paese diverso

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Avevano voglia di raccontare quello che realmente accadeva nelle strade di Kiev.
Così 30 giornalisti ucraini hanno dato vita a “TV pubblica”, “Hromadske (Romadskei)TV” in ucraino, una televisione web che ha squarciato il velo di censura che regnava nei media pubblici del Paese.

Dal 22 novembre scorso, raccontano e mostrano quello che succede a Kiev e non solo, prestando servizio come volontari.

Natalia Gumenyuk, Hromadske.tv:

“Abbiamo avuto l’idea di creare una TV indipendente, basata sui principi della televisione pubblica, così come esiste in Germania e nel Regno Unito. Non c’era una TV socialmente responsabile in Ucraina, ma internet ci ha suggerito questa possibilità. Abbiamo iniziato come volontari”.

Mustafa Nayyem, Hromadske.tv:

“Quando abbiamo iniziato a trasmettere su internet, il mercato dei media ucraini registrava un pesante vuoto.
Tuttavia gli ucraini non avevano ancora un’informazione adeguata di quanto accadeva. L’informazione era piuttosto moscia. Nessun canale mostrava quello che realmente stava accadendo qui”.

I tragici eventi di Kiev hanno portato a oltre 210 mila gli abbonati del canale su Youtube e oltre 85 mila i followers su Facebook.
Followers che con le loro donazioni finanziano il canale.

“La notte in cui le forze dell’ordine dispersero per la prima volta una manifestazione pacifica, abbiamo avuto oltre mezzo milione di spettatori”.

La settimana scorsa, quando il nuovo governo si è insediato, i giornalisti di TV pubblica hanno ricevuto l’offerta governativa di trasmettere i propri programmi per via terrestre, utilizzando per sei ore al giorno un canale nazionale.
Adesso anche chi non ha una connessione internet a casa può seguire i notiziari della televisione.

Natalia Gumenyuk:

“Dovremmo evitare l’errore fatto nel 2004, al tempo della rivoluzione arancione. Allora i giornalisti si innamorarono dell’opposizione e tacquero per troppo tempo. Noi continuaimo a essere critici nei confronti del nuovo governo, noi rappresentiamo i cittadini. L’obiettivo è responsabilizzare le autorità”.

Per Reporters senza frontiere Tv pubblica è la prova di una società civile che riparte da nuove basi ma anche di un nuovo giornalismo.

Oksana Romanyuk, Reporters senza Frontiere:

“Negli ultimi tre mesi i media ucraini sono risultati piuttosto polarizzati, alcuni eventi sono stati coperti da televisioni indipendenti e da canali televisivi pro-governativi, che hanno manipolato l’informazione. E adesso devono assumere la parte di responsabilità di quanto è accaduto a Kiev. Stessa cosa dicasi per i gionalisti pro-governativi “.

Pluralismo e voci critiche nei media annunciano una nuova stagione per l’Ucraina che a metà strada tra Russia e Unione europea, cerca la sua via.