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100 anni dopo, di nuovo in trincea. Bruxelles ricorda la Grande Guerra

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100 anni dopo, di nuovo in trincea. Bruxelles ricorda la Grande Guerra

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Ricollocare la Grande Guerra nel quadro della Grande Storia, per risalire a origini e conseguenze di un evento che segnò per sempre il Paese e l’intero continente europeo.

Il Belgio ricorda il centenario della Prima guerra mondiale con la mostra “14-18: la nostra storia”: viaggio in quotidianità, politica e retroscena di un’epoca, che Bruxelles ricostruisce a partire dal fatidico rifiuto dell’ultimatum di Guglielmo II, che precedette l’invasione tedesca del Paese.

“Si tratta di un documento che mostra davvero come fosse la realtà prima della Guerra Mondiale, al momento del suo scoppio e che cosa ne risultò dopo – spiega Manuel Duran, consulente del museo e membro del comitato scientifico della mostra -. E’ tutto racchiuso in questi due documenti in cui l’imperatore tedesco chiede al sovrano e al parlamento belga, con estrema arroganza e in tedesco – fra l’altro – di dover passare sul territorio del Paese. E dice che se non glielo consentiranno, le conseguenze saranno terribili”.

Contributi multimediali, armi e oggetti d’epoca provenienti dalle sue collezioni, gli strumenti a cui il Museo reale dell’esercito e della storia militare affida la scrittura di un percorso, che aspira a catapultare lo spettatore in un passato, che secondo i curatori ha ancora molto da svelare.

“La Guerra arriva poi a un momento di stallo nelle regioni all’estremo occidente del Belgio – spiega ancora Manuel Duran -. Si scavano trincee ed è in queste trincee che portiamo il pubblico.
Un viaggio che oggi diventa un modo per rivivere la storia militare in tutti i suoi aspetti”.

Tornare in trincea e far leva sulle emozioni, le chiavi con cui la mostra si propone – fino al ventisei marzo – di scardinare il distacco dello spettatore e restituirgli il suo posto in una Storia, che continua a esser la sua.