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Venezuela: intervista all'ex Ministro dell'Interno

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Venezuela: intervista all'ex Ministro dell'Interno

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Per conoscere un po’ più da vicino la situazione in Venezuela, ci aiuta da Caracas il giurista, politico e scrittore Asdrúbal Aguiar, oggi insegnante all’università Cattolica di Caracas.

euronews:
Lei ha scritto una lettera all’Organizzazione degli Stati Americani, nella quale denuncia i fatti accaduti nel suo Paese il 12 febbraio, quando una manifestazione di giovani e studenti si concluse con tre morti e sessanta feriti.

Per prima cosa, ci può descrivere la situazione in questo momento nel Venezuela e in particolare a Caracas?

Asdrúbal Aguiar
È una situazione deplorevole, perché da una parte sono già morte dieci persone, ci sono una ventina di feriti per colpi d’arma da fuoco, un numero importante, quasi un centinaio, di casi di maltrattamento, compresi casi di tortura.
Il governo su questo sta cercando di diluire le responsabilità, e nello stesso tempo invita la popolazione a festeggiare il carnevale.

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Quale è stata la scintilla che ha scatenato l’incendio?

Asdrúbal Aguiar
Nel quadro di questo contesto chiaramente soffocante per qualsiasi democrazia, la situazione è arrivata al limite. Quando il governo iniziò il suo mandato nel 1999, il Presidente Chavez disse chiaramente che si tratta di una rivoluzione pacifica ma armata, e questa cosa l’ha ripetuta il suo successore Nicolas Maduro negli ultimi giorni.

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È quasi passato un anno dalla morte di Hugo Chavez. Che giudizio si è fatto sul governo del suo successore, Nicolas Maduro?

Asdrúbal Aguiar
Maduro non dovrebbe essere lì, alla presidenza. E questo lo dico da un punto di vista strettamente giuridico, in base alla Costituzione venezuelana del 1999.
Però la Consulta, totalmente allineata alla Rivoluzione, cioè controllata da giudici che militano nel partito ufficiale, ha schiacciato la Costituzione pur di dar soddisfazione al testamento di Hugo Chavez, e ha semplicemente messo al potere Nicolas Maduro così come era previsto.
Da quel giorno e fino ad oggi quello che si vede è che si sono persi in 15 anni 1.500 miliardi di dollari, s‘è distrutta la totalità dell’apparato produttivo privato, con le confische e gli espropri, e in questa fase in cui il Venezuela vive essenzialmente di importazioni ci si ritrova nella tragica situazione di non avere abbastanza dollari per far fronte alle necessità del Paese.
E poi la cosa più grave: nel corso di questi anni, malgrado il boom petrolifero, gli omicidi sono saliti dai 4.500 di quand’ero Ministro dell’Interno io nel ’98, che era una cifra piuttosto grave, ai 23.000 con cui si è chiuso il 2013.

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Il 13 febbraio, Lei ha chiesto una riunione dell’Organizzazione degli Stati Americani. Che cosa si aspetta da questa conferenza, vista la disparità di opinioni nella regione?

Asdrúbal Aguiar
Al di là dell’atteggiamento di certi governi della regione, di Paesi nei quali c‘è un affievolimento evidente della democrazia, è chiaro che in seguito a questi fatti gli elementi essenziali dell’esperienza democratica sono completamente venuti meno in Venezuela. Sono ottimista, credo che in ultima analisi l’esito del vertice dipenda dalle circostanze stesse che il Venezuela sta vivendo e che il regime non può più nascondere.