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Spintoni, polemiche e giallo del generatore. Schettino sulla Concordia

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Spintoni, polemiche e giallo del generatore. Schettino sulla Concordia

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Atmosfera surriscaldata al Giglio, per la presenza di Schettino. Nervosismo e momenti di tensione hanno salutato la sua prima ispezione a bordo della Costa Concordia.

Al gelo degli abitanti Schettino ha replicato sostenendo di essere sull’isola per aiutare a fare luce sulla verità. Poi la denuncia di un accanimento mediatico nei suoi confronti e
una piccata replica ai giornalisti.

“C‘è chi ha già patteggiato ammettendo le colpe, io ci ho messo la faccia e sto facendo un processo. E chiaro? – le sue parole alle telecamere -. Prima di darmi del colpevole, o del responsabile, ricordatevi che gli altri hanno già ammesso le loro colpe”.

Nelle intenzioni di Schettino, che lo aveva richiesto, il sopralluogo era volto a dimostrare il malfunzionamento di alcune componenti della nave, che avrebbe potuto contribuire al bilancio di 32 vittime del naufragio.

“Oggi aspettiamo prima di fare, tardivamente un sopralluogo sul generatore perchè altri lo hanno fatto prima di noi – dice l’esperto del Codacons Bruno Neri -. Avevamo chiesto nel 2012 di apporre i sigilli in quell’ambiente, ma purtroppo non siamo statio ascoltati e sapete come sono le andate le cose. speriamo di trovare qualcosa di utile da vedere”.

Il riferimento è al custode giudiziale della nave Franco Porcellacchia e al consulente di Costa Crociere Camillo Casella, indagati dalla Procura di Grosseto perché sospettati di esser saliti a bordo della nave alla vigilia di una precedente ispezione della procura, per alterare alcune possibili prove.