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Airbus Group vola nei conti. Enders: più produzione, meno R&D

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Airbus Group vola nei conti. Enders: più produzione, meno R&D

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Volano i conti di Airbus Group, con il gigante aeronautico europeo che non solo lo scorso anno ha consegnato in tutto il mondo la cifra record di 626 aerei, ma ora punta ancora più in alto annunciando un sensibile incremento della produzione mensile dei suoi velivoli.

Con il cielo sgombro da nubi (e con il suo ultimo gioiello, l’A350, pronto al decollo commerciale) Airbus group, ex EADS, ha così chiuso il 2013 con un fatturato in aumento del 5% a 59,2 miliardi di euro e un utile netto cresciuto del 22% a 1,46 miliardi di euro.

E le proiezioni per il biennio 2014-2015 non lasciano dubbi su un’ulteriore crescita degli ordinativi che, tra ripresa economica, aumento degli scambi commerciali e sviluppo del turismo, farà certamente decollare il trasporto aereo.

In particolar modo in Asia, dove, nei prossimi vent’anni, si stima che le compagnie asiatiche avranno bisogno di qualcosa come 13mila aeromobili (tra aerei passeggeri e cargo) per un controvalore, ai prezzi di listino attuali, di quasi mille e quattrocento miliardi di euro.

Una manna che vede il gigante europeo Airbus rivaleggiare ogni giorno con l’americana Boeing per accaparrarsi una più grande fetta di mercato grazie al suo ultimo e ipertecnologico modello l’A350.

Un velivolo in fibra di carbonio che dovrebbe far risparmiare alle compagnie aeree un bel po’ di litri di carburante.

Per capire meglio il futuro di Airbus Group, Euronews ha parlato con l’amministratore delegato Tom Enders in occasione della conferenza stampa per presentare i risultati del 2013.

Giacomo Segantini, Euronews: “C‘è un netto contrasto tra la domanda in Europa e in altri mercati. Con l’accelerare del ritmo di crescita in regioni come il Medio Oriente Airbus Group diventerà più globale anche in termini di produzione?”

Tom Enders, amministratore delegato di Airbus Group: “Assolutamente. Airbus Group è già molto internazionale. Se ci confrontate con quello che eravamo – diciamo – cinque o dieci anni fa, vedrete una grande differenza e vedrete che abbiamo fatto un gran lavoro per diventare più internazionali. Ad esempio, costruendo una linea di assemblaggio finale in Cina, che oggi opera con grande efficienza, un’altra in uno dei principali mercati dell’aviazione, gli Stati Uniti, a Mobile, in Alabama. In più, tanti altri centri di ingegneria in giro per il mondo”.

Giacomo Segantini, Euronews: “Risultati brillanti dalla divisione aerei commerciali da una parte, una profonda ristrutturazione nelle unità difesa e spazio dall’altra. La rotta è tracciata almeno per i prossimi anni? Siete sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di aumentare al 10% entro il 2015 il margine di profitto?”

Tom Enders, amministratore delegato di Airbus Group: “Posso confermare che siamo molto ben avviati, facciamo progressi anno dopo anno. E riguardo ai target del 2013 – per la cronaca, se includiamo il programma A350 il target del 10% si traduce in un obiettivo del 7-8%, ma questo lo abbiamo già spiegato agli investitori l’anno scorso – stiamo facendo buoni progressi. Parlando della ristrutturazione nelle divisioni difesa e spazio, beh, la ragione è proprio perché vogliamo ottenere più profittabilità, più competitività da quei settori, da qui in avanti. E se vediamo il progresso fatto da tali settori durante gli ultimi 12 mesi sono molto ottimista sul fatto che potremo raggiungere i nostri obiettivi”.

Giacomo Segantini, Euronews: “Alcuni dicono che nei prossimi anni la vera sfida sarà mantenere il ritmo della produzione e delle consegne. È così? O la preoccupano di più i clienti che cancellano improvvisamente i loro ordini”.

Tom Enders, amministratore delegato di Airbus Group: “Su questo fronte siamo abbastanza tranquilli, abbiamo ordini per più di 500 grandi velivoli. Come già detto, abbiamo avuto nel corso dell’anno scorso ordini per 1.500 aerei, mentre i nostri numeri di produzione sono nell’ordine dei 600 l’anno. Ma cerchiamo di consegnare gli aerei ai clienti il prima possibile. Ed ecco perché recentemente abbiamo deciso di accrescere ancora la produzione, a partire dal 2016, nella gamma dell’A320 – quella che, se così si può dire, costituisce la nostra linea di sostentamento – dagli attuali 42 a 46 aerei al mese. E stiamo studiando per ottenere accelerazioni ulteriori l’anno successivo”.

Giacomo Segantini, Euronews: “Dopo le perdite imposte dalla vostra ultima riorganizzazione, alcuni temono che la mancanza di nuovi programmi di sviluppo potrebbero avere un impatto sui posti di lavoro, in particolare tra le aziende di ingegneria in subappalto. È così? State rallentando il ritmo per dare all’azienda più tempo per assorbire i costi di sviluppo?”

Tom Enders, amministratore delegato di Airbus Group: “Ovviamente se sviluppi un aereo completamente nuovo questo ti può costare 10, 12, 15 miliardi di euro, anche di più se le cose ti vanno male. Se invece ti limiti a riammodernare un aereo come abbiamo fatto con l’A320, questo ti costa molto di meno, in proporzione. Ma ciò che è più importante è lo sviluppo incrementale. Non significa che fermeremo completamente i nuovi programmi di sviluppo. Anche in futuro siamo preparati ad avere costi di ricerca e sviluppo. Ma non abbiamo mai dato garanzie né ai nostri ingegneri nè ai subappaltatori che avremmo continuato vita natural durante ad accrescere gli sforzi di ingegneristica. Ci possono essere alti e bassi, oscillazioni, ma in generale potete aspettarvi che saremo creativi e innovativi come siamo stati in passato. Forse in maniera un po’ diversa da come abbiamo operato negli scorsi decenni”.