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Ucraina: corsa contro il tempo per salvare l'economia dal collasso

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Ucraina: corsa contro il tempo per salvare l'economia dal collasso

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Davanti ai bancomat di Donetsk, nell’est dell’Ucraina, si allungano le code. Si erano già formate la settimana scorsa, prima della fuga del Presidente, alimentate da inquietudine e incertezza.

I commenti di alcuni residenti:
“Sono qui perché si è diffuso il panico, ma non so come questo sia cominciato”.
“Stavo passando in auto qui vicino quando ho visto la fila, allora ho pensato che avrei dovuto ritirare del denaro. Ho visto che tutti lo stavano facendo e quindi sto facendo come loro”.

Anche i commercianti del mercato di Svyatoshino, a Kiev, sono preoccupati. L’economia ucraina è entrata in recessione dopo che nel 2011 il PIL era cresciuto del 5%. La situazione si è aggravata nei tre mesi di crisi politica.

“E’ piuttosto dura dal punto di vista economico”, afferma un commerciante di Kharkiv, nell’est del Paese. “Il problema maggiore è la brusca caduta della moneta nazionale, la grivnia, mentre i tassi di cambio con le valute forti, come il dollaro e l’euro, sono decisamente diminuiti”.

Nonostante le sue risorse minerarie e agricole e l’apparato industriale nella zona orientale, l’economia ucraina non è mai decollata davvero dopo la caduta del comunismo. Il PIL per abitante è appena un quarto di quello russo e la metà di quello del Paese più povero dell’Unione Europea, la Bulgaria.

Il governo Yanukovich si era rifiutato di fare le riforme chieste dall’FMI in cambio di un prestito da più di 11 miliardi di euro.

“Senz’altro per il mercato e per l’economia ucraina in generale sarebbe meglio ottenere il sostegno dell’FMI”, dice Olena Bilan, economista capo della banca d’investimento Dragon Capital, “perché in cambio il governo, le autorità faranno le riforme che metteranno l’economia ucraina in una posizione più sostenibile. L’aiuto russo vorrà dire che avremo il denaro, ma lo spenderemo per ripagare il gas importato dalla Russia”.

A dicembre, la Russia aveva approvato lo stanziamento di 15 miliardi di dollari per l’Ucraina, ma il vicino ha ricevuto solo 3 miliardi e adesso si riduce la possibilità che ottenga il resto.

“Non è il momento di decidere se prendere denaro dalla Russia”, sostiene Valeriy Chalyi, analista politico dell’istituto di ricerca Razumkov. “Forse dopo l’accordo di Associazione con l’Unione Europea, in circostanze diverse, discuteremo con la Russia di come cooperare, perché resta un partner economico importante per l’Ucraina. Di certo ci troviamo in una situazione nuova”.

Ma l’Ucraina deve agire in fretta, visto che ha bisogno di 35 miliardi di dollari, circa 25 miliardi di euro, nei prossimi due anni, per ripianare i propri debiti. A giugno deve far fronte alle prime scadenze.