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Ugana, la legge antigay che unisce

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Ugana, la legge antigay che unisce

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Il timore di irritare la Casa Bianca non lo ha fermato. E nemmeno gli appelli dell’arcivescovo anglicano Desmond Tutu e delle organizzazioni per i diritti dell’uomo. Il presidente ugandese Museveni ha promulgato la controversa legge antigay, approvata dal Parlamento da una schiacciante maggioranza.
Binyavanga Wainaina, scrittore e giornalista keniano, è divenuto un simbolo della lotta per i diritti dei gay in Africa, dopo avere detto di essere omosessuale in reazione a simili provvedimenti:

“Per il presidente Museveni – afferma- la sola cosa che conta è creare un caso che abbia una grande risonanza e quando questo avviene, i suoi si uniscono e lui sembra più forte. Usano questo tema per motivi politici, lo hanno creato ad arte e lo useranno per i loro fini”.

La nuova legge punisce in Uganda la “promozione dell’omosessualità” e rende obbligatoria la denuncia di chi si dichiara gay, in un paese in cui l’amore tra persone dello stesso sesso è considerato reato, punito anche con il carcere a vita.