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Ucraina, allarme default. Kiev: servono 35 mld di dollari

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Ucraina, allarme default. Kiev: servono 35 mld di dollari

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Con la fuga dell’ormai deposto presidente Viktor Yanukovich, l’attenzione delle autorità ucraine si sposta sulla grave situazione dei conti pubblici del Paese.

Il presidente ad interim Oleksander Turchinov ha detto che il Paese ha bisogno di 35 miliardi di dollari per ripagare i propri debiti. E che, in assenza di aiuti internazionali, potrebbe presto finire in bancarotta.

In aiuto di Kiev, il cui Parlamento questo lunedì ha votato per la sostituzione anche del governatore della banca centrale, si sta muovendo la Commissione europea.

Tutti però, a cominciare dai ministri degli esteri del Gruppo di Visegrád riunitis a Budapest, sono concordi sul fatto che il Paese debba prima dotarsi di un nuovo governo alle elezioni di maggio per poi tornare al tavolo dei negoziati con il Fondo monetario internazionale.

“L’Ucraina ha un accordo con la Federazione Russa sull’acquisto di titoli di Stato, il quale potrebbe materialmente aiutare nello stabilizzare la situazione in Ucraina, il che credo sia anche nell’interesse della Russia”, ha spiegato il ministro degli Esteri polacco Sikorski.

“Ma la Polonia, proprio come gli altri partecipanti al meeting di oggi, fa parte del Fondo monetario internazionale, il quale, a nostro nome, negozierà energicamente le condizioni per il rilascio della sua nuova tranche del maxipacchetto di aiuti macroeconomici”, conclude.

Il programma da 15,5 di dollari negoziato nel 2010 si era interrotto dopo il rifiuto di Kiev di accettare le condizioni del Fondo (in particolare, la fine dei sussidi sul gas e dei controlli sulla valuta).

Con la svolta di novembre Yanukovich si era assicurato una linea di credito russa da 15 miliardi di dollari. Ma, dopo il cambio di leadership, Mosca ha deciso di congelare il tutto. Almeno, dicono, finché la situazione non si sarà chiarita.