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Firmato a Kiev il patto della discordia. La piazza non approva

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Firmato a Kiev il patto della discordia. La piazza non approva

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È stato firmato a Kiev l’accordo fra il presidente ucraino Viktor Yanukovich e i rappresentanti delle opposizioni.

Il patto prevede elezioni presidenziali non più tardi di dicembre, invece che a marzo 2015 come previsto. Le autorità ucraine ripristineranno entro 48 ore una precedente costituzione che limitava i poteri presidenziali, e nomineranno un governo di coalizione entro dieci giorni. L’esecutivo non imporrà uno Stato di emergenza e entrambe le parti si asterranno dalle violenze. I manifestanti dell’opposizione dovrebbero consegnare le armi e ritirarsi dai palazzi che hanno occupato. L’accordo a cui hanno partecipato i ministri degli esteri francese, polacco e tedesco non è stato però firmato dal rappresentante russo.

Il Parlamento ha inoltre votato per permettere il rilascio dell’ex primo ministro Yulia Tymoshenko, condannata a 7 anni per abuso d’ufficio.

Il ministero della Salute ha diffuso un nuovo bilancio. 77 persone sono rimaste uccise tra martedì mattina, inizio delle violenze, e venerdì mattina. Secondo il bollettino, le persone ferite sono 577. Fra i responsabili la gente accusa il ministro degli interni Zaharchenko.

La piazza non sembra apprezzare il patto: “Vogliamo avvisare tutti che il ritorno alla costituzione pre 2004 non è chiaro”.

“Oggi non c‘è un vero leader che possa risolvere la crisi, ecco perché crediamo che il presidente debba partire”.

“Zaharchenko dovrebbe andare sotto processo per la morte di civili innocenti”.

“La gente insomma, non crede alle promesse e sembra scettica”, sottolinea il nostro corrispondente”.