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Il lago di Urmia sparisce

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Il lago di Urmia sparisce

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Il lago di Urmia, il più grande dell’Iran, è ridotto ai minimi termini. Si trova a diverse centinaia di chilometri a nord ovest della capitale Teheran ed era una riserva per la biosfera ospitando fra l’altro diversi tipi di uccelli migratori come fenicotteri, pellicani, cicogne. Gli esperti accusano i cambiamenti climatici, l’eccessivo sfruttamento delle sue acque e la costruzione di dighe che dissanguano i suoi affluenti.

YAHYA BOLOURI, tassista locale:
“In passato, quando il lago era vivo, schiudeva visioni fantastiche ed attraeva turismo, ospitava animali selvatici, uccelli migratori che facevano tappa qui”.

Le carcasse di navi rimaste a secco arruginiscono nel fango. Secondo i dati delle autorità locali dispone solo del 5% dell’acqua di un tempo. Gli ambientalisti temono una catastrofe locale ancora piu’ ampia davanti a 3 milioni di abitanti delle vicinanze.

Due residenti locali: “Siamo profondamente scioccati e ci rattrista osservare in che stato versi ggi il lago. Siamo venuti qui diversi anni fa e la situazione non era cosi’ negativa. Adesso siamo molto colpiti”. “L’altra sera quando viaggiavamo in macchina al calar del sole ci siamo resi conto che un tempo c’era il riflesso del sole sul lago e nno riusciamo a credere che adesso sia un deserto salato”.

Da quelli che erano fondali lacustri il vento alza nuvole di sale. 5 università iraniane studiano potenziali soluzioni fra cui l’abbandono delle irrigazioni per le colture intensive. E’ ormai una necessità invertire il trend e ricostituire il patrimonio idrico del bacino.