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Italia, spread ai minimi dal 2006. Renzi: riforma del lavoro e della Pa

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Italia, spread ai minimi dal 2006. Renzi: riforma del lavoro e della Pa

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Un governo ancora non c‘è, siamo ancora fermi al “totoministri”, eppure la luna di miele dei mercati con il premier incaricato Renzi è già cominciata.

Sarà la prospettiva di un governo stabile fino al 2018. Oppure il ritorno al segno più del Pil annunciato dall’Istat proprio nel giorno delle dimissioni di Enrico Letta.

Fatto sta che il premio di rischio del BTp decennale italiano scambiato sul mercato secondario è sceso ai minimi dal lontano febbraio del 2006.

Prima, cioè, della famigerata “estate dello spread”, culminata a novembre con il differenziale di rendimento con il decennale tedesco a 575 punti base (e le dimissioni di Silvio Berlusconi in favore di Mario Monti).

Ma attenzione, dicono gli analisti, perché gli investitori non sono famosi per la loro pazienza: “Lo spread si sta riducendo, segno che i tassi di interesse sul BTp italiano stanno scendendo”, spiega Edoardo Liuni di Trading Room.

“I mercati danno una fiducia a tempo, non è una fiducia così scontata però quantomeno sperano comunque che qualcosa ci sia, un cambio di passo ci sia”, aggiunge.

Priorità numero uno il lavoro, come confermato dallo stesso Matteo Renzi dopo aver ricevuto l’incarico dal presidente Giorgio Napolitano.

A dicembre il tasso di disoccupazione registrato era il 12,7%. Ma a preoccupare è in particolar modo quello giovanile (il 41,7%) con Renzi che nel suo “Jobs Act” propone tagli alle aziende che assumono e contratti a tutela crescente.

Altro capitolo, la pubblica amministrazione. Renzi ha promesso la riforma per aprile, dopo le rumorose lamentele arrivate da Confindustria sulle aziende italiane strozzate dalla burocrazia.