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I festeggiati di Berlino

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I festeggiati di Berlino

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La Berlinale premia la Cina. Diversamente dai sentimenti della vigilia l’Orso d’oro è andato al film del cinese Diao Yinan, ‘‘Bai Ri Yan Huo’‘ (Black Coal, Thin Ice).

Sentiamo il Direttore del festival.

Dieter Kosslick, Direttore del festival: “ L’elemento speciale della Berlinale è il fatto di essere un festival per il pubblico che non si trova facilmente altrove, quest’anno ben
330 000 persone hanno comprato biglietti del nostro cinema”.

Fra i membri della giuria figurano la regista iraniana Mitra Farahani, l’attore austriaco Chrostopher Waltz, l’attore Tony Leing, cinese, il produttore di James Bond Barbara Broccoli statunitense. E’ sempre una sfida per il presidente della giuria mettere d’accordo i membri per decidere i vincitori.

James Schamus, Presidente della giuria: “Di fatto è piu’ facile quando le persone vengono da cosi’ tanti luoghi diversi perchè ascoltano con piu’ attenzione. Quando hai degli amici e non sei contento di quello che accede il pensiero che viene naturale è: come è possibile che avvenga questo? Dobbiamo accettarlo?”

Cosi’ l’orso d’oro per il miglior film è andato ad un thriller cinese. Il film ha vinto anche il premio per il migliore attore per il ruolo di Liao Fan nei panni di un ex poliziotto diventato detective che indaga su una serie di misteriose uccisioni. Sono molti i riferimenrti al genere noir francese.

Diao Yinan, regista: “Sono stato influenzato dal cinema europeo e americano. Peraltro un film giallo si gira molto in fretta tuttavia volevo sviluppare un linguaggio d’immagini propriamente mio. Ho adoperato soluzioni artistiche per adattare il soggetto alla dinamica del film per comunicare le emozioni”.

Liao Fan, attore: “Sono cresciuto in una famiglia di attori, fin dall’infanzia ho visto mio padre e mia madre sulla ribalta. Un giorno mi sono detto: puoi fare come loro e decidere di diventare attore”.

Anche l’orso d’argento alla migliore attrice ha premiato un film che arriva dall’oriente: la giovane giapponese Haru Kuroki per ‘‘Chiisai Houchi’‘ (Little House), che ha ritirato il
premio in kimono.

Haru Kuroki, attrice: “La cosa importante in quetso ruolo era capire come sentirsi vestendo un kimono, capire come doversi muovere per attivare il linguagguio del corpo”.

L’attrice interpreta una camieriera che s’innamora di un giovane uomo che nasconde le sue scappatelle alla moglie. L’affresco è quello della società cinese degli anni della seconda guerra mondiale e dei sentimenti e della morale che l’animavano.

Berlino premia due volte anche il francese Alain Resnais per il suo ‘‘Aimer, boire et chanter’‘, col FIPRESCI e come ‘‘film che apre nuove prospettive’‘. Una soddisfazione, ha commentato a suo nome chi ha ritirato il premio, per un regista alla soglia dei 93 anni.

Jean-Louis Livi, produttore del film: “Il regista non è qui ma per noi è un maestro”.

André Dussolier, attore:
“Caro Alain, ogni volta che lei gira un film ho l’impressinoe che sia il suo primo film. Lei dispone dell’eterna giovinezza del creatore, questa ricompensa rientra in tutte quelle che ha già ricevuto. Le dedico tutti i miei pensieri”.

Il premio alla migliore regia è stato conquistato da Richard Linklater per ‘‘Boyhood’‘, film girato nel corso di 12 anni, per seguire la crescita di un bambino che sconta il divorzio dei genitori. La gestazione del film è stata quindi lunghissima.

Richard Linklater, regista: “Questo premio è dedicato alle 400 persone che hanno lavorato al film nel corso di 12 anni. Il riconoscimento per il miglior regista non è quindi per me; ma il fatto di aver avuto questa accoglienza a Berlino il fatto di essere entrati in sintonia col pubblico di qui per noi significa molto”.

Intanto al suggestivo film di Wes Anderson, ambientato in una immaginaria repubblica centroeuropea negli anni venti, ‘‘The
Grand Budapest Hotel’‘, dato fra i favoriti fin dal principio, è andato l’orso Gran Premio della giuria.