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Cinema: trionfo asiatico alla Berlinale

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Cinema: trionfo asiatico alla Berlinale

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A Berlino è il trionfo del cinema asiatico, con ben quattro premi: a partire dall’Orso d’oro, che è andato a un thriller cinese, “Bai rin Yan Huo’‘, cioè “carbone nero, ghiaccio sottile”, di Diao Yian. Film che ha ottenuto anche l’Orso d’argento per il miglior attore, Liao Fan.

Il regista:
“Nel film ho lavorato con sequenze lunghe, che è una cosa che si fa piuttosto nel cinema d’autore, ma mi piaceva l’idea di fare un thriller sperimentando elementi stilistici insoliti per questo genere”

Orso d’argento per la miglior interpretazione femminile a Haru Kuroki:

“Per questo ruolo era importante capire le sensazioni nell’indossare un kimono, capire come muoversi e l’impatto sul linguaggio del corpo”

L’attrice giapponese è protagonista in “Little house”, un film storico.

A rompere il monopolio asiatico c‘è il premio per la miglior regia, andato a Richard Linklater per “Boyhood”, lungometraggio girato nell’arco di dodici anni.

“Lo dedico alle 400 persone che hanno lavorato al film nel corso di questi dodici anni: il premio per il miglior regista non significa niente per me ma il fatto che abbiamo avuto una grande accoglienza a Berlino, che siamo entrati in contatto con il pubblico e abbiamo sentito una tale vicinanza al film che abbiamo presentato, questo significa tutto”

Gran premio speciale della giuria a The Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, miglior sceneggiatura quella di Dietrich e Anna Brueggermann per “Kreuzweg”, premio nuove prospettive a Alain Resnais, miglior opera prima è “Gueros”, di Alonso Ruizpalacios. Ma c‘è ancora Asia, con il miglior contributo artistico, quello di Tui Na, o Blind massage.

L’inviato di euronews:
“La caccia all’orso è finita, e il vincitore chiaro e netto in questo festival è il cinema asiatico, con quattro statuette. Una sorpresa per tutti. E così, sette anni dopo l’orso d’oro va di nuovo a un film made in China”