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Autismo: la speranza potrebbe arrivare da un diuretico


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Autismo: la speranza potrebbe arrivare da un diuretico

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Nel 2012 Virgil, autistico, aveva sette anni e mezzo. Dopo essere stato sottoposto a un trattamento con diuretici, i suoi problemi erano decisamente diminuiti. Per tre mesi lui ed altri sessanta bambini sono stati seguiti da un team a Brest, nel nord della Francia. Il sospetto dei ricercatori è che all’autisimo contribuisca un elevato livello di cloro nei neuroni. Livello che potrebbe essere abbassato grazie ai diuretici.

Gli esperimenti in laboratorio confermano l’ipotesi. I topi malati di autismo presentano un tasso di cloro superiore al normale. Il diuretico lo abbassa, svolgendo un ruolo protettore sui neuroni simile a quello dell’ossitocina.

“Normalmente, durante il parto – spiega Yehezkel Ben-Ari, ricercatore presso l’Istituto Nazionale francese per la Salute e la Ricerca Medica e del’Istituto di Neurobiologia del Mediterraneo – c‘è un abbassamento del cloro che è prodotto da un ormone che si chiama ossitocina. Noi abbiamo dimostrato che questa diminuzione del cloro, molto importante per la protezione del cervello dell’embrione, non avviene affatto nei topi affetti da autismo”

Se un diuretico viene iniettato nella femmina del topo poco prima del parto, l’attività cerebrale dei piccoli è salva.

Ma il problema, negli esseri umani, è capire quando una simile iniezione potrebbe essere necessaria. Al momento, infatti, non esiste alcun esame prenatale relativo all’autismo. In tanti guardano comunque a questa pubblicazione.

“Suscita speranza – dice Moon Forestier, mamma di un bambino affetto da autismo – viene voglia di andare oltre, vorremmo far parte di un protocollo”.

“Dato che l’autismo – aggiunge M’Hammed Sajidi, presidente dell’associazione ‘Vincere l’autismo’ – è sempre stato trattato come una malattia psichiatrica o come un handicap, non ci sono stati sviluppi nella ricerca contro questa malattia. Questa scoperta apre gli orizzonti e dimostra che i problemi dell’autismo sono legati al cervello”.

Gli scienziati precisano che il diuretico utilizzato non permette la guarigione ma, se associato a terapie comportamentali, può migliorare i sintomi dell’autismo almeno durante il trattamento.

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