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Su pressione di Pechino, Madrid limita i poteri della giustizia universale

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Su pressione di Pechino, Madrid limita i poteri della giustizia universale

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Pechino chiama, Madrid risponde. Insorge l’opposizione contro il governo conservatore di Mariano Rajoy: il Partito Popolare ha votato in solitaria una riforma della giustizia universale causando di fatto l’annullamento di decine di cause aperte, a partire da quella sfociata in un mandato di cattura internazionale contro l’ex-Presidente cinese Jiang Zemin giudicato colpevole dalla magistratura spagnola di crimini contro l’umanità e genocidio in Tibet.

Il verdetto contro Zemin, Capo dello Stato tra il 1993 e il 2003, aveva innescato una durissima reazione diplomatica di Pechino, poche ore prima che il Pp votasse in blocco la riforma che limita al territorio nazionale la giurisdizione spagnola in casi del genere. Per Thubten Wangchen, Direttore della Fondazione Casa del Tibet basata a Barcellona, l’ingerenza di Pechino è evidente:

“Il governo cinese fa un’enorme pressione sul governo spagnolo. Cercano di dirigere il governo spagnolo e di obbligarlo a cambiare le leggi. E di fatto l’esecutivo di Madrid da ascolto” dice.

La controversa riforma limita i poteri dell’Audiencia Nacional, massima istanza giuridica spagnola e tribunale unico nel suo genere in Europa, restringendo l’applicabilità di una norma entrata in vigore nel 1985. Tra i casi più controversi destinati a cadere nel vuoto l’uccisione in Iraq del cameraman José Couso; i voli segreti della Cia; il genocidio in Ruanda.