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Narcotraffico, un agente infiltrato dietro gli arresti tra Italia e New York

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Narcotraffico, un agente infiltrato dietro gli arresti tra Italia e New York

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Rapporti saldi e in crescita tra la ndrangheta e le famiglie di Cosa Nostra newyorchese. E’ ciò che emerge dall’operazione New Bridge, che ha smantellato una rete di narcotraffico tra gli Usa e l’Italia e fatto finire in carcere 26 persone.

Al centro dell’organizzazione il clan calabrese degli Aquino che sognava di mettere in piedi un canale stabile per il commercio transatlantico di eroina e cocaina.

Un sogno – cullato attraverso pranzi a Brooklyn, incontri a New York e in Calabria, viaggi alle Bahamas e in Malesia – reso possibile dalle società della Guyana francese pronte a spedire a Gioia Tauro partite da 500 kg di cocaina a viaggio.

“Le famiglie del crimine organizzato italiano cercavano di interagire con le famiglie di New York, così che la polizia italiana è venuta qui e abbiamo lavorato insieme per impedire che aumentassero la loro influenza su New York City”.

L’indagine è stata condotta in contemporanea negli Usa e in Italia, dove sono state arrestate 18 persone.

Polizia italiana e Fbi statunitense sono giunti alla svolta grazie ad un agente infiltrato che per oltre due anni ha vissuto sotto copertura presentandosi come un narcotrafficante internazionale.