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Più sole nei pannelli

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Più sole nei pannelli

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Lo sfruttamento dell’energia fotovoltaica ha fatto passi da gigante. Eppure solo l’uno e mezzo per cento dell’energia totale adoperata in Europa viene dal sole. Le ragioni sono diverse: discontinuità di approvvigionamento, fattori metereologici, difficoltà di stoccaggio dell’energia, pannelli solari costosi.

Ecco perchè i ricercatori del CSEM (Centro Svizzero di Elettronica e Microelettronica) a Neuchatel, stanno testando nuove tecnologie per diffondere l’energia solare. Gli esperti usano una minor quantità di metalli preziosi, riducendo cosi’ i costi e adoperano nuove tecnologie per assorbire meglio la luce del sole. Sentiamo il direttore del centro Fotovoltaico al CSEM.

CLAUDIO ROCCO, EURONEWS:
“Abbiamo qui due pannelli solari, uno di vecchia generazione, l’altro di nuova generazione, puo’ spiegarci la differenza?”

CRISTOPHE BALLIF, DIRETTORE DEL FOTOVOLTAICO AL CSEM:
“Ci sono due differenze essenziali, una è visibile, l’altra invisibile. La differenza visibile la notiamo con le tre bande di rame su questa cellula, consentono di estrarre la corrente e sono piene di filamenti d’argento. In quest’altro caso abbiamo 30 bande di rame e molto meno argento. Tagliamo quindi del 5% i costi di produzione. E’ la prima differenza, la seconda è invisibile: qui aggiungiamo uno strato nanometrico di un altro tipo di silicio che consente l’aumento della tensione del 15 % e quindi un rendimento del 15 in piu’.”

CLAUDIO ROCCO:
“Ci sono altri vantaggi?”

CRISTOPHE BALLIF:
“Quando mettiamo i pannelli di vecchia generazione al sole, si riscaldano, ma il rendimento è basso rispetto a quest’altro tipo nuovo di pannelli, quindi si produce piu’ elettricità”.

Dopo la fabbricazione, una tappa importante è testare la resistenza. E’ la prova della grandine. Palle di ghiaccio di 4 cm di diametro prodotte da una macchina speciale son lanciate contro il pannello solare ad una velocità di 27 metri al secondo. E’ il sistema per provare la resistenza della struttura e in particolare della sottile lastra di silicio.

Poi si prova la capacità del pannello di sopportare grandi pesi. Questi mattoni di ferro sono di 12.5 chili l’uno. Vengono impilati sui pannelli fino a creare una pressione di 1000 kg per metro quadrato come simulazione del vento forte o delle cadute di neve.

LAURE-EMMANUELLE PERRET, RICERCATRICE:
“Oltre ai test di affidabilità ci sono anche i test delle performance elettriche, molto importanti perchè consentono di quantificare l’elettricità che è prodotta da ogni modulo, informazione questa molto importante.
Per questo utilizziamo tavole luminose come quelle dietro di me che simulano lo spettro del sole e ci consentono di quantificare l’efficacia elettrica. Questo genere di misurazioni permettono anche di stabilire se ci sono difetti di fabbricazione soprattutto a livello dell’interconnessione elettrica”

CLAUDIO ROCCO:
“I pannelli solari vengono spesso criticati per il fatto di essere anti estetici. I ricercatori di Neuchatel hanno creato questo pannello chiamato terracotta, il cui colore si uniformerebbe a quello delle tegole presenti in molte case europee”.

I ricercatori sono convinti che nuove, piu’ efficienti e meno costose soluzioni
tecnologiche contribuiranno a far crescere questo mercato del fotovoltaico.