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Gran Bretagna: critiche per la gestione della crisi inondazioni

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Gran Bretagna: critiche per la gestione della crisi inondazioni

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In Gran Bretagna le critiche aumentano insieme al livello del Tamigi. I residenti denunciano la lentezza nel rispondere alla crisi e la mancanza di fondi stanziati per prevenire i danni. Restano sedici zone in stato di massima allerta nel Surrey, Berkshire e nel Somerset. Nel Berkshire il ministro della Difesa è stato bacchettato da un agente della sorveglianza inondazioni.

“Non c‘è un solo agente dell’ufficio ambiente qui. Sono in ufficio. Devono essere qui. Non hanno idea della situazione. Abbiamo lavorato per 48 ore evacuando i residenti, rischiando le nostre vite. Ci siamo avventurati in acque più alte di me”.

Il Premier ha visitato la città di Dawlish, dove le onde e l’alta marea hanno danneggiato la linea ferroviaria che collega Londra al Sud ovest dell’Inghilterra. David Cameron non ha voluto commentare le critiche, sottolineando che gli sforzi devono concentrarsi sui soccorsi.

“Questa è una grossa sfida. Abbiamo avuto il gennaio più piovoso degli ultimi 250 anni e il tempo più estremo degli ultimi decenni e potete vedere dietro di me gli effetti che ha avuto. Dobbiamo accettare che ci voglia tempo prima che tutto ritorni alla normalità”.

Un migliaio di persone sono state evacuate da fine gennaio. Gli esperti annunciano ancora precipitazioni e spiegano che se anche smettesse di piovere, in questo momento il livello delle acque sotterranee è talmente alto che alcune zone rimarrebbero inondate per mesi.