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Terremoto: a Cefalonia è passata la paura

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Terremoto: a Cefalonia è passata la paura

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Dopo la paura, a Cefalonia la situazione sembra tornare alla normalità.
Il segno più tangibile, oggi, la riapertura di molte scuole.

Il terremoto del 26 gennaio e la forte scossa del 2 febbraio ha nno fatto temere il peggio.

L‘équipe d’euronews faceva le riprese quando ha avvertito l’ennesima scossa di assestamento.

Giorgos Malioris, proprietario di un panificio:

“Siamo sotto shock. Lei stesso ha potuto percepire la scossa, or ora”.

Cefalonia è la più grande delle isole ioniche, conta all’incirca 35 mila abitanti ed è una meta turistica molto ambita.

Il sisma non ha fatto vittime, ma diversi feriti, almeno una decina le persone finite in ospedale.

Sul fronte dei danni, il bilancio è molto più pesante, 1400 abitazioni sono state dichiarate inagibili.

Christos Kiriakatos, residente:
“Dopo la prima scossa, casa mia si è inclinata di 3 gradi, il pavimento era visibilmente danneggiato. Il due febbraio la casa si è piegata di 45 gradi. Fortunetamente non c’era nessuno dentro. Ci sarebbe scappato il morto”.

Centinaia sono i senza tetto. Nello stadio di Luxori è stato allestito un campo di tende.
Mema Sinodinu ha potuto dare un riparo, sotto questa tenda, alla figlia che ha appena sette mesi.

Il futuro che vede negli occhi della bimba adesso le fa paura.

“Non posso più permettermi di sognare, sono preoccupatissima per lei”.

La macchina della solidarietà si è subito messa in moto.

Michalis Arampatzoglou, euronews: “Il museo di Luxori è stato trasformato in un centro di smistamento e distribuzione di viveri. Stato, chiesa, aziende, singoli cittadini hanno già mandato tonnellate di generi di prima necessità. Distribuite grazie alla buona volontà dei volontari”.

Il sisma è stato percepito a Atene così come a brindisi.

Destinazione turistica, scelta non solo dagli italiani, Cefalonia pensa già all’estate.
Tutto sarà pronto per ospitare i vacanzieri. Dicono qui. I più si sono già rimboccati le maniche.