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Centinaia di feriti e decine di arresti in Bosnia alla terza giornata di protesta sociale

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Centinaia di feriti e decine di arresti in Bosnia alla terza giornata di protesta sociale

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Centinaia di feriti e decine di arresti hanno segnato la terza giornata di protesta sociale in Bosnia. A Sarajevo i manifestanti si sono scagliati contro negozi, edifici del governo, automobili e si sono scontrati con la polizia nella più grave ondata di disordini dalla fine del conflitto nel 1995.

“Da tempo ci si aspettava una cosa del genere in Bosnia-Erzegovina – ha detto Zeljko Komsic, membro della presidenza della Bosnia-Erzegovina -. È successo. E adesso? Se qualcuno si deve dimettere, che si dimetta”.

Esplose a Tuzla – dove molti lavoratori hanno perso il posto in seguito a sospette privatizzazioni aziendali – le proteste si sono propagate in altre città della Bosnia, alle prese con il più alto tasso di disoccupazione dei Balcani.

Secondo stime dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro sfiora il 28 percento, ma si ritiene che sia molto più elevato, e tra i giovani supera il 60 percento.

Gli edifici governativi dati alle fiamme sono il simbolo di queste proteste, che stanno portando in piazza migliaia di persone, non solo disoccupati, ma anche anziani e studenti, uniti dalla rabbia suscitata dall’inerzia della classe politica.