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Yukiyia Amano, AIEA: niente paragoni tra Iran e Corea del Nord

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Yukiyia Amano, AIEA: niente paragoni tra Iran e Corea del Nord

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A pochi giorni dal nuovo incontro fra Iran e Agenzia internazionale per l’energia atomica, il direttore generale dell’AIEA Yukiyia Amano è giunto a Bruxelles. Al microfoni di euronews ha parlato delle difficoltà nelle trattative sul nucleare.

Efi Koutsokosta, euronews:
“C‘è stato un accordo storico tra l’Iran e le potenze mondiali. Teheran ha stoppato alcuni degli elementi più controversi del suo programma nucleare. In cambio l’Occidente ha tolto alcune sanzioni.
Cosa ne pensa di questo accordo? È sostenibile?”

Yukiyia Amano:
“I 5+1 e l’Aiea hanno negoziato con l’Iran, con percorsi diversi, ma sembrano esserci progressi incoraggianti da quando il presidente Rohani è salito al potere. Credo si stiano facendo passi avanti ma molto resta ancora da fare”.

euronews:
“Quali sono le sue aspettative e Lei cosa chiederà?”

Yukiyia Amano:
“L’Iran e l’Aiea hanno stilato una dichiarazione congiunta sul quadro di cooperazione, che prevede sei misure concrete. Abbiamo anche concordato che queste sei misure concrete debbano essere implementate entro tre mesi, a partire dall’inizio di febbraio. Abbiamo iniziato ad affrontare le questioni più semplici ma, poco a poco, passeremo a quelle più complesse, con un approccio graduale”.

euronews:
“Cosa pensa che farà davvero abbandonare all’Iran le sue aspirazioni
sul nucleare?”

Yukiyia Amano:
“L’obiettivo dell’AIEA non è quello di farli rinunciare o continuare. Il nostro obiettivo è fornire una garanzia credibile che tutte le attività in Iran abbiano uno scopo pacifico”.

euronews:
“Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama nel marzo 2013
dichiarò a una televisione israeliana che la sua amministrazione era convinta – e cito – che all’Iran ci sarebbe voluto circa un anno per sviluppare armi nucleari. Anche controllando la quantità di uranio,come potete essere certi di sapere quali competenze siano già state acquisite in decenni dagli scienziati coinvolti nel programma nucleare?”

Yukiyia Amano:
“Siamo l’organizzazione che deve verificare la natura pacifica delle attività e non fornire una prospettiva militare. Rispondere direttamente alla sua domanda è complicato. Ma le dico che l’AIEA ha raddoppiato i suoi sforzi per monitorare e verificare le attività in Iran. Il che significa che possiamo individuare ogni sviluppo molto rapidamente. E la capacità di individuazione tempestiva serve ad evitare che le cose prendano una piega diversa”.

euronews:
“Lei intende qualsiasi sviluppo d’ora in avanti. Ma per quel che riguarda gli scorsi decenni?”

Yukiyia Amano:
“Dato che non abbiamo accesso alle eventuali attività non dichiarate,
se esistono, non possiamo dire esattamente cosa stia succedendo.
Questo è il problema. Ecco perché abbiamo chiesto all’Iran un’ulteriore cooperazione con l’AIEA ed è di questo che ora stiamo discutendo”.

euronews:
“Diversi critici temono che l’Iran possa diventare una nuova Corea del Nord. Temono che in realtà abbia già acquisito la capacità di produrre armi nucleari in segreto a dispetto degli sforzi degli Stati Uniti per ottenere il sollevamento delle sanzioni”.

Yukiyia Amano:
“L’Iran e la Repubblica democratica popolare di Corea sono piuttosto
diversi. L’Iran ha siglato il trattato di non proliferazione. Ci sono ispettori e loro sostengono che tutte le attività sono a scopo pacifico.
La Corea del Nord invece si è ritirata dal trattato di non
proliferazione, ha espulso tutti gli ispettori e ha anche fatto esplodere ordigni nucleari. Non voglio confondere i due casi”.

euronews:
“Lei è il primo asiatico a guidare l’agenzia. E conosce bene il caso della Corea del Nord, dato che lavorava al ministero degli Esteri giapponese. Quanto è pericoloso il regime, tenuto conto che Pyongyang è accusato di fornire armi a diversi Paesi del Medio Oriente?”

Yukiyia Amano:
“Abbiamo sentito voci e speculazioni simili ma non abbiamo evidenze che lo comprovino. Per l’Europa il nucleare iraniano è una priorità singola e assoluta. Ma dato che io provengo da una parte diversa del mondo, conosco molto bene il tema del nucleare nordcoreano e so che è un argomento molto serio, per la sicurezza della regione e non solo. Vorrei davvero avere un ruolo essenziale nella denuclearizzazione della penisola coreana ma per quello, per un accordo tra i sei Paesi coinvolti, la negoziazione è essenziale”.

euronews:
“Al mondo ci sono cinque potenze nucleari riconosciute mentre quattro ufficiosamente armate. Ma il loro numero sta aumentando. E la tecnologia nucleare si sta diffondendo. C‘è ancora una speranza per fermare il diffondersi di armi nucleari o è, come sostengono alcuni analisti, un’idea ingenua?”

Yukiyia Amano:
“Quando sono arrivato all’AIEA, nel 2009, 93 Paesi avevano aderito al trattato di non proliferazione. Ora 120 Paesi lo stanno implementando. Spero che gli Stati membri ci supportino e ci diano gli strumenti in modo che si possa lavorare per fermare la diffusione
delle armi nucleari”.