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Cellule staminali in 30 minuti, dal Giappone una tecnica da Nobel


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Cellule staminali in 30 minuti, dal Giappone una tecnica da Nobel

Un team di scienziati giapponesi del Riken Center for Developmental Biology di Kobe ha annunciato di essere riuscito a trasformare delle cellule del sangue in cellule staminali, semplicemente immergendole in una soluzione acida per circa 30 minuti.

I metodi attuali richiedono diverse settimane e hanno basse percentuali di successo e si basano sulla raccolta di cellule da embrioni umani – tecnica controversa e spesso oggetto di discussione – o dalla riprogrammazione di cellule adulte prelevate dal sangue in cellule staminali. Ecco perché la tecnica giapponese è molto promettente.

“In futuro questo ci permetterà di effettuare la rigenerazione degli organi direttamente nel corpo – spiega Haruko Obokata, capo del team di ricerca – e potrebbe aiutare a capire come possiamo controllare la produzione di cellule staminali per creare una tecnologia di controllo contro il cancro”.

Per il momento, la tecnica scoperta in Giappone è stata testata solo sui topi. Per sperimentare il potenziale delle cellule, gli scienziati le hanno iniettate in embrioni di topo e hanno dimostrato che sono cresciute nei tessuti e negli organi di tutti gli animali. Se questa tecnica funzionerà anche negli esseri umani, aprirà la strada a nuove terapie fino ad ora sconosciute.

“Queste cellule possono tornare allo stato embrionale – aggiunge Haruko Obokata – In futuro, potremmo essere in grado di raggiungere il sogno di ogni essere umano: ringiovanire”.

È stato difficile per Obokata convincere gli altri scienziati. Il suo lavoro è stato respinto più volte. Ma è riuscita a dimostrare che le cellule somatiche di mammifero possono essere riprogrammate in condizione di stress da basso pH e ha prodotto una serie di controlli incrociati tanto da soddisfare la comunità scientifica e apririsi un varco verso il premio Nobel.

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