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Ucraina: UE valuta aiuti finanziari, ma nega asta con Russia

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Ucraina: UE valuta aiuti finanziari, ma nega asta con Russia

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Più carota che bastone da Bruxelles per l’Ucraina, se è vero che l’Europa, e con essa gli Stati Uniti, starebbe preparando un piano di aiuti finanziari per Kiev, eventualmente vincolato a un governo di transizione.
Lo ha affermato Catherine Ashton, la titolare della diplomazia europea intervistata dalla stampa americana alla vigilia del suo viaggio in Ucraina, dove incontra sia i vertici istituzionali che una delegazione delle opposizioni.

Il Presidente della Commissione europea mette le mani avanti: “l’idea che per firmare un accordo si debba pagare qualcosa è semplicemente sbagliata – ha detto Barroso -, l’Unione europea e gli Stati membri hanno già detto chiaramente che non si farà un’asta per vedere chi paga di più per avere la firma dell’Ucraina”.

Barroso non la menziona, ma il riferimento è alla Russia, che ha promesso aiuti a Kiev per quindici miliardi e ha per ora bloccato la firma di un accordo euro-ucraino. Il Presidente Yanukovich, di ritorno in ufficio dopo quattro giorni di malattia, ha preannunciato possibili aperture all’opposizione, esplicitate dal suo Ministro degli Esteri:

“possiamo discutere alcuni cambiamenti del quadro istituzionale, e il Presidente Yanukovich ha confermato di essere pronto a parlarne. Per esempio, si può discutere del passaggio dalla Repubblica presidenziale a una forma che preveda maggiori poteri al Parlamento”.

L’ala più dura della protesta risponde con un’altra apparente apertura: siamo pronti a discutere lo sgombero di una delle strade occupate, se prima verranno liberati i detenuti politici, dice il movimento “settore destro”, che poi aggiunge: ma per discutere le riforme istituzionali o la fine della protesta la condizione necessaria è che si dimetta il Presidente Yanukovich.