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Le imprese francesi guardano all'Iran dopo l'allentamento delle sanzioni

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Le imprese francesi guardano all'Iran dopo l'allentamento delle sanzioni

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Alcuni vogliono riattivare la propria presenza in un Paese dove già avevano operato in passato. Altri hanno fiutato l’opportunità di invadere un mercato completamente nuovo.

L’allentamento delle sanzioni contro l’Iran è solo all’inizio, eppure le aziende europee non sembrano intenzionate a perdere tempo.

Si è partiti questo lunedì con l’imponente delegazione francese: oltre un centinaio di dirigenti della Medef (la confindustria transalpina) in rappresentanza dei principali settori produttivi.

Tra i più interessati spiccano i produttori di automobili: già l’anno scorso i rappresentanti di Peugeot e Renault avevano fatto da apripista in alcuni eventi del comparto.

In gioco un Paese dove, nel 2011, prima delle sanzioni, venivano prodotti 1,7 milioni di veicoli e che, per Peugeot, rappresentava il secondo mercato dopo la Francia.

“Considerate le capacità offerte dalle nostre linee di assemblaggio, per le grandi case internazionali si tratta di una buona opportunità di investimento. Una vittoria per tutti”, commenta Mohammad Reza Rajabali, supervisore della produzione presso il produttore iraniano Khodro.

Secondo gli analisti, gli investimenti stranieri nell’economia iraniana potrebbero toccare i 20 miliardi di dollari.

I giganti del petrolio sono già in coda, ansiosi di tornare in quello che un tempo era uno dei principali Paesi produttori di greggio. A luglio il ministero del Petrolio annuncerà i nuovi termini contrattuali: in pole position l’olandese Shell, la britannica BP e anche gli italiani di Eni.