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Bere on line, un gioco che costa la vita

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Bere on line, un gioco che costa la vita

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Due morti in una settimana per un gioco on-line sono un po’ troppi, per l’Irlanda: prima un DJ diciannovenne di Dublino, poi un suo coetaneo di Leighlinbridge, uccisi dall’esibizionismo alcolico.
Si chiama Neknomination il gioco che sta prendendo piede su Facebook, e che il fratello dell’ultima vittima chiede di bloccare.

Le regole sono abbastanza semplici, sono quelle delle tradizionali catene da non interrompere: un utente tracanna una pinta di birra e posta il video, dopodiché nomina un altro utente che a questo punto è costretto a fare altrettanto, in caso contrario viene deriso pubblicamente.

Un modo per tornare a rendere sociale un bere che a volte non può esserlo, se per qualche motivo si è isolati in casa o lontani dagli amici: pare, in effetti, che la cosa abbia preso piede soprattutto tra gli emigranti irlandesi, che hanno poi chiamato in causa i loro amici in patria.

Non sarebbe tanto grave, se non fosse che molti tendono a esagerare: sicchè c‘è chi posta video di bevute in skateboard, chi trangugia cocktail orribili e decisamente eccessivi, chi si è filmato mentre beveva e staccava a morsi la testa di una gallina, e cose del genere, pur di apparire.

La moda, che sarebbe nata in Australia per poi diffondersi tra Regno Unito ed Irlanda, spinge evidentemente all’esibizionismo: un australiano, dopo aver bevuto come da regolamento, si è tuffato in un fiume pieno di coccodrilli. Ne è uscito indenne. S‘è tuffato in un fiume anche Johnny Byrne: non c’erano coccodrilli, ma il fiume era in piena. Sei giorni dopo il corpo non era ancora stato trovato.

È l’ultima vittima di un gioco che si è fatto pericoloso: molti chiedono di chiuderlo, Facebook ha rifiutato.