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Siria, i colloqui di Ginevra chiudono senza progressi

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Siria, i colloqui di Ginevra chiudono senza progressi

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Si è chiusa senza progressi apprezzabili, a Ginevra, la prima sessione di negoziati tra governo siriano e gruppi ribelli.

Il negoziatore internazionale Lakhdar Brahimi ha evitato giudizi negativi, ma nessuna decisione concreta è stata presa, mentre i combattimenti non si sono nemmeno attenuati durante i nove giorni di colloqui.

In un clima freddo e segnato dalle accuse reciproche, ciascuna parte prova a scaricare sull’altra ogni responsabilità:

“Non abbiamo raggiunto risultati tangibili per due motivi”, dice il ministro degli Esteri di Damasco: “Primo, la mancanza di maturità e di serietà della controparte, secondo la minaccia di far implodere la Conferenza”.

Su posizioni opposte i ribelli:

“Il regime chiaramente non vuole una soluzione politica, e non vuole fare un passo verso la fine delle sofferenze per i siriani. Non resteremo seduti qui per sempre. Ci sarà un punto dove diverrà chiaro se il regime vorrà trasferire i poteri, nell’interesse del paese”.

Mentre a Ginevra non sono mancate le manifestazioni dei favorevoli e dei contrari al presidente al-Assad, i colloqui di Lakhdar Brahimi continuano ora a Monaco di Baviera, dove è atteso per incontrare il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon e i ministri degli esteri di Usa e Russia, John Kerry e Sergei Lavrov, in margine alla conferenza sulla sicurezza.