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Australia, tre milioni di metri cubi di detriti nelle acque della barriera corallina

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Australia, tre milioni di metri cubi di detriti nelle acque della barriera corallina

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Né le proteste degli ambientalisti né tantomeno l’appello di un autorevole gruppo di 240 scienziati marini hanno avuto effetto. L’Authority del parco marino della Grande barriera corallina australiana ha dato il via libera allo sversamento in mare di 3 milioni di metri cubi di sedimenti di drenaggio, derivanti dall’espansione del porto carbonifero di Abbott Point, nel Nord-est del Paese. Le autorità difendono questa scelta.

“Il materiale dragato ad Abbott Point è per il 70% sabbia, il 30% limi sottili e argille. Non c‘è alcun materiale tossico” ha affermato Russell Reichelt, amministratore dell’organismo che ha preso la decisione.

Per il Wwf, invece, è stata una “scelta triste” quella presa dall’authority. Che desta molta perplessità tra gli abitanti della zona.

“Pensavamo che scaricare i detriti sulla terra sarebbe stato meglio per la città, ma ora che hanno dato l’approvazione per scaricare in mare, non sappiamo cosa succederà” sostiene Terry Must, pescatore.

L’espansione del porto implica, inoltre, che ogni anno 70 milioni di tonnellate di carbone in più vi transiteranno. Ciò ha messo in allarme l’Unesco, che sta già considerando di includere la barriera corallina nella lista dei siti del patrimonio mondiale “in pericolo”.