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Siria: Human Rights Watch denuncia, demolizioni per punire i civili

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Siria: Human Rights Watch denuncia, demolizioni per punire i civili

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Demolizioni come “punizione collettiva”: è l’accusa che Human Rights Watch lancia alle autorità siriane. Tra luglio del 2012 e luglio del 2013 sarebbero stati rasi al suolo una serie di edifici in un’area equivalente a 200 campi di calcio.

Secondo l’Ong, che ha anche diffuso un filmato amatoriale, le demolizioni sono avvenute in zone che sostengono i ribelli, subito dopo i combattimenti tra questi e le forze governative.

Nel rapporto ci sono anche immagini satellitari che mostrano i sette quartieri praticamente cancellati a Damasco e Hama. “E’ una tattica illegale di guerra”, denuncia Human Rights Watch, respingendo la spiegazione del governo siriano, ossia che le demolizioni rientrano in un piano di ristrutturazione urbanistica, visto che sono stati risparmiati i quartieri filo-Assad.

Secondo l’Ong, infatti, i quartieri colpiti non servivano a fini militari, per cui lo scopo del governo è stato punire la popolazione civile. In base alle testimonianze raccolte nel rapporto, gli abitanti ricevevano un preavviso molto breve e nessun risarcimento.

Intanto in Svizzera i negoziati tra governo e opposizione sono arrivati al sesto giorno: le due parti hanno affrontato la questione terrorismo, di cui si accusano reciprocamente.
Secondo il mediatore dell’Onu Lakhdar Brahimi, non ci saranno risultati notevoli alla fine del primo round questo venerdì.