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L'opposizione ucraina non sgombera edifici occupati, Russia sospende piano aiuti

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L'opposizione ucraina non sgombera edifici occupati, Russia sospende piano aiuti

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L’amnistia concessa dal parlamento ucraino non convince la protesta anti-governativa. I manifestanti – forti degli ultimi successi che hanno portato alle dimissioni del governo – non lasciano piazza dell’Indipendenza e chiedono l’uscita di scena del Presidente Viktor Yanukovich.

Le unità di autodifesa di Maidan hanno istituito una loro Guardia nazionale e si allenano ad affrontare gli attacchi delle forze speciali della Berkut, sfidando i -21 gradi di Kiev.

“Guarda, non indosso la giacca. Il gelo non ci spaventa – dice Olex Ander, un manifestante proveniente da Leopoli – Spaventa la polizia antisommossa radunata nel parco Mariinskij. Più freddo farà, meglio sarà per noi”.

La notizie che arrivano dall’estero incoraggiano la protesta: la Russia ha sospeso l’attuazione del piano di salvataggio e Washington sta per annunciare l’imposizione di sanzioni.

“Le leggi approvate possono rappresentare un passo avanti per noi, ma queste leggi sono una menzogna e la gente non si fida – sostiene Oleh, un abitante di Kiev – Le persone in piazza stanno difendendo i loro diritti costituzionali e in realtà non capiamo perché ci sia bisogno di un’amnistia”.

La legge (d’amnistia, ndr) deve essere ancora firmata da Yanukovich. La condizione è che gli insorti sgomberino gli edifici pubblici occupati e smantellino le barricate. Un’offerta che ha provocato la prima spaccatura nell’opposizione: i militanti del partito nazionalista hanno fatto irruzione nel ministero dell’Agricoltura, occupato, ferendo alcuni manifestanti.

Il Presidente è formalmente in congedo per una malattia respiratoria. Yanukovich è riuscito però a incontrare la responsabile per la Politica Estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, che ha chiesto la fine delle violenze.