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Ucraina. Lo scontro si sposta sull'amnistia per i manifestanti arrestati

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Ucraina. Lo scontro si sposta sull'amnistia per i manifestanti arrestati

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Le posizioni inconciliabili del Presidente ucraino Viktor Yanukovich e dell’opposizione ancora una volta, oggi, dovranno trovare la quadratura del cerchio in Parlamento. Con la spada di Damocle della recrudescenza degli scontri di Piazza sempre pendente.

Il Capo dello Stato ha rinunciato al fedele Premier Azarov e abrogato le leggi “liberticide” contro i manifestanti. Ma per l’opposizione non basta. Oggi si discuterà l’amnistia per le centinaia di manifestanti detenuti.

“L’opposizione vuole la legge d’amnistia” ha detto fuori dall’aula il leader del partito d’opposizione Svaboda Oleh Tyahnibok. “Ma il governo insiste: la voterà solo a condizione che i manifestanti liberino immediatamente tutti gli edifici delle istituzioni, sospendano i blocchi di strade e autostrade. E noi non siamo d’accordo”.

Niente amnistia senza sgombrare la piazza. Nessuno si muove dalla piazza finchè l’amnistia non passa. È un cane che si morde la coda.

“Il Paese funziona a regime ridotto, la crisi ha congelato tutto! Bisogna che chi deve lavorare possa tornare ai propri uffici, bisogna smantellare Maidan” è il controcanto di Mykhailo Chechetov del Partito delle Regioni.

Di fatto però Yanukovich è ora più isolato, mentre i leader d’opposizione Arseni Yatseniuk e Vitali Klitschko rifiutano ogni incarico di governo se il Presidente non si dimette.

“Stanno solo prendendo tempo e s’illudono che sarà sufficiente” dice un manifestante. “Ma la sola cosa che la gente vuole sono le dimissioni del Presidente Yanukovich, che i Berkut siano smobilitati e che gli agenti che si sono macchiati di violenze e torture rendano conto alla giustizia”.

È stato Yanukovich ieri a chiamare il Vice presidente americano Joe Biden per aggiornarlo sulla crisi ma per sentirsi ripetere che è imperativo negoziare con l’opposizione. Dall’ospedale in cui si trova agli arresti intanto Yulia Timoshenko incita i manifestanti a non scendere a compromessi.