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Turchia, la banca centrale alza i tassi. Recupero della lira

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Turchia, la banca centrale alza i tassi. Recupero della lira

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A mali estremi, estremi rimedi. La Banca centrale turca, al termine di un vertice straordinario in notturna, ha deciso per un’impennata di oltre quattro punti percentuali nei tassi d’interesse di riferimento.

L’obiettivo era contrastare il crollo della lira turca. Missione compiuta: la valuta nazionale ha recuperato in modo fulmineo dai minimi storici di lunedì.

Se i mercati sono entusiasti, però, la gente per strada lo è un po’ meno: “Credo che questo avrà conseguenze negative per il popolo turco”, dice un uomo per le strade di Istanbul.

“Le previsioni d’inflazione sono notevolmente aumentate insieme con i tassi di interesse e quello che stanno facendo è davvero sbagliato, sono decisioni puramente politiche”, aggiunge.

Accusato di aver tergiversato di fronte alla crisi valutaria, l’istituto di credito centrale ha agito anche per ristabilire la sua indipendenza e credibilità.

Contro l’aumento dei tassi si era infatti schierato il premier turco Recep Tayyip Erdoğan, preoccupato per gli effetti dell’aumento del costo del denaro sulla crescita economica.

“Quello che sta facendo la Turchia con la sua banca centrale è molto pericoloso”, gli fa eco Robert Halver, analista di Baader Bank.

“Raddoppiare il tasso di interesse di riferimento dal 4,5% al dieci, anche più del doppio, potrebbe danneggiare enormemente l’economia. Nel breve termine fermerà il crollo della valuta, ma la conseguente stretta nel credito metterà in pericolo la crescita economica del Paese”, conclude.

Sarebbe un’altro colpo per la Turchia, che, dopo anni di crescita vigorosa, assiste impotente alla fuga dei capitali internazionali.

Cominciate all’inizio della stretta negli stimoli monetari statunitensi, le scosse sono diventate un “terremoto economico” dopo gli scandali giudiziari che hanno investito il governo di Erdogan.