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State of the Union. Obama pronto ad agire per decreto in sostegno della classe media

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State of the Union. Obama pronto ad agire per decreto in sostegno della classe media

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Nel suo quinto discorso sullo Stato dell’Unione Barack Obama veste i panni del Presidente del veto e del decreto.

Per lasciarsi alle spalle lo stallo in cui così spesso si è trovato il Congresso, bloccato dalle contrapposizioni tra democratici e repubblicani, il Capo della Casa Bianca ha di nuovo messo la classe media al centro del suo interesse. Agirò per decreto ha detto se il Congresso non dovesse seguirmi.

“Quel che vi offro di concreto sono delle misure per accelerare la crescita, rafforzare la classe media offrendole nuove opportunità. Alcune misure necessitano l’azione del Congresso e sono entusiasta di lavorare con tutti voi. Ma l’America non aspetta ed io nemmeno. Ogni volta che sarà necessario prendere decisioni senza l’appoggio del Congresso per aumentare le opportunità delle famiglie americane non esiterò a farlo”.

Aumento del salario minimo per i dipendenti statali, piano d’aiuti per il risparmio pensionistico, accordi con le aziende per impiegare disoccupati di lungo corso sono alcuni dei punti presentati da Obama. Che ovviamente non ha tralasciato la politica internazionale, a partire dal dossier del nucleare iraniano.

“Se i leader iraniani non coglieranno l’opportunità allora sarò io il primo a chiedere l’adozione di ulteriori sanzioni e sarò pronto a valutare ogni opzione per essere sicuri che l’Iran non costruisca l’arma nucleare. Ma se i leader iraniani saranno disposti a cogliere l’occasione, e lo sapremo presto, allora l’Iran potrebbe fare un importante passo avanti per tornare in seno alla comunità internazionale e allora avremo trovato la soluzione ad uno dei maggiori problemi di sicurezza del nostro tempo senza rischiare una guerra”.

Se Kennedy e Reagan hanno trattato con l’Unione Sovietica, oggi l’America può farlo con l’Iran ha detto il Presidente ribadendo che porrà il proprio veto ad ogni proposta di nuove sanzioni economiche contro Teheran. Fino a quando la via diplomatica non avrà fatto il proprio corso.