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L'Onu boccia i governi che pagano i terroristi per liberare gli ostaggi

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L'Onu boccia i governi che pagano i terroristi per liberare gli ostaggi

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Le Nazioni Unite invitano gli stati membri a non pagare riscatti per la liberazione degli ostaggi di gruppi terroristici legati a Al Qaeda che, a forza di estorsioni, avrebbero incassato centinaia di milioni di dollari.

La risoluzione, promossa dall’ambasciatore britannico Mark Lyall Grant e adottata all’unanimità dai quindici membri del Consiglio di Sicurezza, è la prima nel suo genere, pur non creando nuovi obblighi giuridici.

Gli Stati Uniti ritengono che la pratica dei sequestri abbia consentito ai gruppi estremistici di raccogliere 120 milioni di dollari negli ultimi dieci anni: denaro utilizzato per finanziare operazioni terroristiche e reclutare nuovi adepti.

La linea ribadita dall’Onu esclude qualunque pagamento di riscatto, così come concessioni sul piano politico o giudiziario, poiché non farebbero altro che incoraggiare nuovi rapimenti. I governi dovrebbero anche stimolare il settore privato a seguire le direttive utili a ridurre il rischio di sequestri.

Secondo Londra, il numero di rapimenti in paesi come Siria, Yemen e Nigeria è aumentato e si sono moltiplicati anche i gruppi che li organizzano. Negli ultimi anni, diversi governi sono stati sospettati di aver versato riscatti per la liberazione di ostaggi. Uno di questi è il governo francese, che però ha smentito per bocca del presidente Francois Hollande. Il dubbio che in realtà le cose non stiano così ha fatto nascere tensioni con gli Stati Uniti.