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Crisi ucraina, si alzano i toni tra Russia e Ue

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Crisi ucraina, si alzano i toni tra Russia e Ue

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L’ondata di contestazione che da mesi paralizza l’Ucraina sta spingendo i principali attori sulla scena internazionale a una scelta di campo che riaccende vecchie tensioni.

A Berlino, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha sollecitato una soluzione pacifica, ma al contempo ha lodato il coraggio dei manifestanti pro-europei: “Combattono per gli stessi ideali che ispirano l’Unione europea ed è per questo che vanno ascoltati. Da parte nostra, vogliamo ribadire che la porta resta aperta per un accordo di associazione con l’Ucraina”.

Ma il sostegno europeo alle ragioni della protesta non si fonda soltanto su una condivisione di ideali: Bruxelles ha interessi commerciali e strategici nel siglare un accordo con Kiev, soprattutto ora che la Nato tenta di garantire la sicurezza ai confini orientali.

Eppure, anche il presidente statunitense Obama, quando ha affrontato l’argomento, ne ha fatto una questione di valori: “Nel caso dell’Ucraina, sosteniamo il principio che tutti hanno il diritto di esprimere liberamente e pacificamente le loro opinioni in merito al futuro del loro paese”.

Dall’inizio della crisi, a novembre, i paesi occidentali accusano Mosca di esercitare indebite pressioni sull’Ucraina per mantenerla nella sua sfera di influenza. Per rendere pubblica la propria adesione alla protesta, alcune personalità politiche, come l’ex ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle, si sono spinte fino a incontrare gli esponenti dell’opposizione ucraina.

Iniziative a cui il presidente russo Vladimir Putin ha reagito con ironia, martedì, qualificandole come ingerenze: “Posso immaginare le reazioni dei nostri partner europei qualora, nel bel mezzo di una crisi in Grecia, a Cipro o in un altro paese dell’Unione, il nostro ministro degli Esteri si presentasse a una manifestazione anti-europea e incoraggiasse la gente a fare qualcosa. Non sarebbero certo contenti. E considerando la particolarità del legame tra Russia e Ucraina, questo atteggiamento è per noi del tutto inaccettabile”.

Accogliendo una proposta del premier, Dimitri Medvedev, Putin ha invitato l’esecutivo ad attendere la formazione del nuovo governo ucraino prima di onorare la promessa di nuovi aiuti economici a Kiev.