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Al Sissi è il nuovo padrone dell'Egitto

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Al Sissi è il nuovo padrone dell'Egitto

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Uomo forte dell’egitto, uomo della provvidenza, il solo per gli egiziani in grado oggi di ristabilire l’ordine nel Paese dopo la rivoluzione del 2011, che portò alla caduta di Mubarak.

E qui sta tutta il paradosso della situazione.
Tre anni fa, gli egiziani scendevano in piazza per mettere fine all’era dei militari e oggi vogliono incoronare il loro ritorno.

In tutto questo, il generale Al-Sissi ha giocato di fino.

Nell’agosto del 2012, è nominato alla guida della forze armate e ministro della Difesa.
Tutto lascia pensare che lui, fervente musulmano, possa servire lealmente Mohamed Morsi, il primo presidente egiziano eletto democraticamente, membro del movimento dei fratelli musulmani.

Forse così intende fare. Il resto invece lo fa il suo presidente, Mohamed Morsi, che riesce a alienarsi una gran parte dell’opinione pubblica.
In milioni l’estate scorsa ne chiedono le dimissioni.
Al Sissi cavalca il malcontento e destituisce il presidente Morsi. È il tre luglio del 2013. .

Giura di non avere alcuna ambizione personale.

I sostenitori di Morsi chiamano Al Sissi assassino e continuano a manifestare nelle strade della capitale, sfidando le forze armate.

Dalla scorsa estate, ci sono stati oltre mille morti e l’organizzazione dei fratelli musulmani è stata messa fuori legge.
Il futuro presidente avrà come priorità quella di ricomporre le due anime del Paese.

La stabilità in Egitto infatti sembra ancora lontana.
La repressione brutale.

Su Al Sissi, si sa poco e niente. Uomo di poche parole, resta in fondo un personaggio enigmatico, le sue apparizioni pubbliche alimentano il mistero.
L’esito del referendum sulla nuova costituzione, che dà ampi poteri all’esercito, è stato interpretato come un plebiscito nei suoi confronti.

Forse è il segnale che Al-Sissi attendeva. Magliette, cioccolatini, gadget di ogni genere circolano già per le strade cairote. E’ molto probabile che la sua candidatura si trasformi in una elezione plebiscitaria sembra l’unico a poter garantire oggi una sicurezza interna.