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Egitto, tre anni fa la rivolta di piazza Tahrir

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Egitto, tre anni fa la rivolta di piazza Tahrir

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25 gennaio 2011. L’Egitto si rivolta contro Hosni Mubarak. Piazza Tahrir diventa il cuore pulsante di una rivolta che porterà alle dimissioni del rais dopo quasi trent’anni di potere.

Doveva essere l’alba di un Egitto nuovo. Ma molte delle attese di quei giorni sono state tradite. In tre anni sono successe tante cose, ma non la pacificazione del Paese.

Le prime elezioni libere hanno portato al trionfo dei Fratelli musulmani, ma la presidenza di Mohammed Morsi è durata un anno, prima della sua destituzione da parte dell’esercito.

L’armonia dei giorni della primavera araba, che vedeva in piazza fianco a fianco cristiani e musulmani, è un ricordo più lontano del tempo passato.

euronews ha chiesto a Mayar Abdel Aziz, attivista, di ricordare quei momenti: “penso che ciò che ci ha uniti il 25 gennaio è stata la violenza della polizia, nessuno può negarlo. Inoltre, tutte le istanze riguardanti la dignità degli egiziani. Il diritto a un alloggio decente, all’istruzione, all’alimentazione e alla salute”.

Il terzo anniversario dell’inizio di quella rivolta cade mentre è ancora fresco il sangue dei quattro attentati della vigilia, in cui sono morte 22 persone e ne sono state ferite un numero ancora imprecisato.

I Fratelli Musulmani hanno severamente condannato gli attacchi, definendoli “atti di codardia”. Ma si sono rivolti anche alle autorità perché “non strumentalizzino le bombe per reprimere le proteste anti-governative”.